Cronaca

Caporalato, tre ordinanze cautelari eseguite dalle Fiamme Gialle al mercato agroalimentare di Padova

Nel fermo immagine del video diffuso il 18 luglio 2020, un momento dell'operazione che ha consentito ai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma di eseguire la confisca di beni per un valore di quasi 11 milioni di euro nei confronti dell'imprenditore romano Walter Dezi, di sua moglie Carla Bigelli e dei figli Federico e Alessandro che operano nel settore del commercio all'ingrosso e delle vendite on line di prodotti tecnologici. Accertata la netta sproporzione tra il patrimonio accumulato e i redditi dichiarati, il Tribunale di Roma - Sezione Misure di Prevenzione - ha, dapprima, disposto il sequestro e, poi, la confisca di primo grado, confermata dalla Corte di Appello. Dalle investigazioni condotte dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria è emerso che tutti i membri del nucleo familiare erano coinvolti, a vario titolo, in una serie di procedimenti per bancarotte fraudolente e frodi fiscali. ANSA/ GDF +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Nella giornata odierna, al termine di articolate indagini dirette dalla locale Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale di Padova hanno dato esecuzione a un’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Padova, che ha disposto l’applicazione di due misure cautelari in carcere e un obbligo di dimora nei confronti di tre soggetti, in ordine al reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Contestualmente sono state eseguite diverse perquisizioni nella provincia di Padova.

Le indagini svolte dai militari del Gruppo di Padova, con l’ausilio di video-camere, intercettazioni ambientali e disamina della documentazione bancaria, hanno permesso di acquisire elementi indiziari a carico di soggetti dediti, in concorso, al reclutamento e allo sfruttamento di numerosi lavoratori, provenienti dal Bangladesh, attraverso alcune cooperative che fornivano manodopera a un grossista del mercato agroalimentare di Padova.

Gli accertamenti svolti, avvalendosi anche della collaborazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e della Polizia Locale di Padova, hanno consentito di individuare due presunti caporali, rispettivamente di nazionalità bangladese e romena, che si sarebbero occupati del reperimento di lavoratori tra soggetti stranieri in stato di bisogno, prospettando loro l’assunzione nelle cooperative riconducibili a un indagato italiano, a fronte del pagamento di una somma di denaro.

Secondo l’ipotesi accusatoria, si ritiene che siano almeno ventuno gli operai sottoposti a condizioni di sfruttamento attraverso la corresponsione di retribuzioni palesemente difformi dai contratti collettivi, la reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo giornaliero e settimanale e alle ferie, sottoponendo gli stessi, in alcuni casi, a condizioni alloggiative degradanti.

I predetti lavoratori sarebbero stati reclutati, anche attraverso contatti nel paese di origine, per essere formalmente assunti dalle cooperative appaltatrici, operanti – per conto del grossista committente – all’interno del mercato agroalimentare. Una volta assunti, gli operai avrebbero svolto turni di lavoro estenuanti, senza beneficiare delle ferie e dei giorni di riposo spettanti, oltre a essere tenuti – a volte con minacce – a versare somme non dovute per il timore del licenziamento o della mancata assunzione al termine del rapporto di lavoro a tempo determinato o, ancora, di un impiego con orario ridotto senza fruizione del compenso straordinario.

Alcuni operai hanno dichiarato di essere stati allontanati dal posto di lavoro per non aver assecondato queste pratiche illecite.

In sintesi, tale modalità di gestione avrebbe consentito di impiegare manodopera, con mansioni di facchinaggio, a basso costo.

A conclusione dell’attività investigativa, tuttora nella fase delle indagini preliminari, il competente G.I.P., su richiesta della Procura della Repubblica di Padova, ha emesso tre provvedimenti restrittivi della libertà personale.

Si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda in esame sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

L’intervento delle Fiamme Gialle padovane testimonia il costante impegno del Corpo sul territorio nel contrastare le più gravi forme di sfruttamento e prevaricazione, a tutela del mercato del lavoro e dell’ordine pubblico economico, al fine di disincentivare ogni forma di distorsione della concorrenza e assicurare il rispetto delle regole e dei diritti dei lavoratori.

Related posts

I Carabinieri Forestali del Lazio e della Sardegna: l’impegno del 2024 a difesa dell’ambiente e della biodiversità.

Redazione Ore 12

Capodanno, Coldiretti: “Con le ultime partenze 5 mln di italiani in vacanza”

Redazione Ore 12

Tragedia di Castrezzato, trovato morto il bagnino della piscina: era scomparso da lunedì

Redazione Ore 12