“Misure di breve termine come quelle sulle accise dei carburanti servono a poco, gli stipendi sono troppo bassi e occorrono interventi strutturali come un salario minimo”. Così l’economista Tito Boeri, in un’intervista a La Stampa. “L’esempio del taglio delle accise illustra la logica degli ultimi anni con esecutivi concentrati su provvedimenti di breve respiro per arginare emergenze temporanee – avverte l’ex presidente Inps -. L’aumento del prezzo del petrolio andava affrontato tutelando le fasce di popolazione maggiormente esposte e intervenendo sui margini di raffinazione aumentati di più del prezzo del petrolio. Invece abbiamo speso miliardi per prorogare di settimana in settimana interventi a favore anche di chi non ne avrebbe bisogno”. “Riguardo all’inflazione – sottolinea – l’impatto sui lavoratori è stato devastante. Dalla seconda metà del 2021 abbiamo subito una fiammata che il sistema di contrattazione collettiva non ha saputo recuperare. Il potere d’acquisto dei salari ha subito una contrazione drammatica. La colpa non risiede nell’evento esogeno ma nell’inerzia politica nel riformare un sistema contrattuale inefficiente. Un primo passo necessario resta l’introduzione di un salario minimo indicizzato all’inflazione e l’approvazione di una legge sulla rappresentanza sindacale”.
Carburanti: Unc, in 2 giorni un pieno +85 cent
“In appena 2 giorni nella rete stradale un pieno da 50 litri costa 85 cent in più, sia per la benzina che per il gasolio. In autostrada il gasolio si paga 85 cent in più mentre la benzina addirittura 1 euro in più. In un solo giorno, da ieri a oggi, un rifornimento di gasolio aumenta di 75 cent in autostrada e 80 nelle strade normali, la benzina, rispettivamente, 70 e 60 cent”. Così Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Se il Governo Meloni non rinnovasse lo sconto, il 6 settembre il gasolio arriverebbe a 2,392 in autostrada, a un pelo dai 2,4 euro, e 2,318 nelle strade normali”, prosegue Dona. “Insomma, non bastano stanziamenti ridicoli come i 14,5 milioni necessari per il bonus carburanti per i lavoratori messi nel decreto carburanti del gennaio 2023, bisogna ridare agli automobilisti l’Iva in più che hanno pagato da marzo ad agosto 2026 rispetto a quella versata negli stessi mesi del 2025, invece di fare calcoli farlocchi come fanno ora, abbassando le accise di 30 cent per il gasolio e 15 cent per la benzina”, conclude Dona.
