Nessuna misura sulle accise nel Consiglio dei ministri. Nonostante l’escalation dei prezzi dei carburanti legata alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il pressing di consumatori e categorie produttive, all’ordine del giorno della riunione non figura il provvedimento atteso per ridurre la pressione fiscale su benzina e gasolio. Ma il tema potrebbe tornare sul tavolo dell’esecutivo. Non è esclusa infatti una nuova riunione del Cdm nel corso della settimana, forse già venerdì, nella quale potrebbe essere esaminato un intervento specifico sui carburanti. La pressione sul governo resta alta, mentre i listini alla pompa continuano a salire, con possibili effetti a catena sui costi di trasporto e sull’inflazione.
Il vicepremier Matteo Salvini ha assicurato che un intervento sulle accise “ci sarà”, pur senza indicare tempi certi. Il dossier è seguito dal ministero dell’Economia e da quello delle Imprese e del Made in Italy, mentre l’esecutivo valuta anche azioni contro eventuali speculazioni lungo la filiera. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito la linea dura verso chi dovesse sfruttare la crisi internazionale per aumentare i prezzi: “Saremo inflessibili su chi specula su una guerra”.
Secondo il Codacons il gasolio in modalità servito ha già superato la soglia dei 2,6 euro al litro in diversi distributori autostradali, mentre sulla rete ordinaria il diesel self service ha oltrepassato in gran parte d’Italia i 2 euro al litro. In questo contesto, l’associazione sollecita il governo ad attivare le accise mobili con una riduzione di almeno 15 centesimi al litro, per evitare – sostiene – una “catastrofe economica” simile a quella vissuta durante la pandemia. Critiche arrivano anche dall’Unione nazionale consumatori: “Oggi potevano bastare 10 centesimi di riduzione delle accise, la prossima volta ce ne vorranno almeno 15”.
Nel frattempo la Lega prova a muoversi sul fronte parlamentare, con una serie di emendamenti al decreto Bollette, all’esame in commissione alla Camera, che prevedono l’attivazione dell’accisa mobile se il prezzo medio nazionale dei carburanti supera i 2 euro al litro per cinque giorni consecutivi. La proposta, a prima firma del presidente della commissione Attività produttive della Camera Alberto Gusmeroli, introduce una riduzione progressiva dell’accisa sul gasolio finanziata con le maggiori entrate Iva generate dall’aumento dei prezzi. Il meccanismo potrebbe essere applicato in via temporanea, dal primo aprile fino al 30 settembre 2026, oppure fino al 30 giugno. Una misura sulle accise è stata proposta anche dal Pd, con la riduzione di 0,20 euro per litro sui carburanti benzina e gasolio per autotrazione e per uso domestico di riscaldamento e produzione di acqua sanitaria.
