“Il Signore ti chiama come sei. Quindi chiama tutti, chiama personalmente e ci chiama con le nostre fragilità, con le nostre contraddizioni ma ci chiama per fare qualcosa. Ed è questa la grande scoperta dei ragazzi”. Ai media Cei, il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, traccia un primo bilancio della Gmg, in attesa di partecipare questa sera alla veglia, culmine dell’esperienza che i giovani stanno facendo a Lisbona. “I giovani – aggiunge l’arcivescovo – sentono tante parole su di loro e fanno fatica a distinguere, come tutti, i seduttori dagli educatori, il vero dal falso. Credo che questo grande incontro con il Signore che coinvolge i più giovani in questa straordinaria avventura che è la Chiesa, conduca a guardare il mondo con gli occhi di Gesù. Un mondo da curare, da salvare anche con la nostra attenzione a partire dai più poveri e di farlo come siamo, deboli e fragili come siamo”. “Non è trovando tutte le risposte ma trovando la risposta”, prosegue Zuppi. “Ieri in uno dei passaggi della via crucis, si diceva, ‘non pensavo di avere un problema ma di essere io il problema’. Credo che al contrario, questa fiducia del Signore, sia importante.
