Cronaca

Carrara, operaio muore schiacciato dalla gru

di Wladymiro Wysocki. (*)

Ennesima tragedia in pochi giorni, questa volta ci troviamo in Toscana, a Carrara, presso la ditta Bedini Marmi dove nel pomeriggio del 19 febbraio perde la vita sul colpo il titolare dell’azienda Giorgio Bedini di 82 anni causato dallo schiacciamento della gru.

Immediati sono stati i soccorsi sopraggiunti nel piazzale dell’azienda, luogo del tragico incidente, ma a nulla è servito il tempestivo intervento dei medici.

Troppo gravi le lesioni riportate che hanno condotto alla triste morte del titolare.

L’impresa si occupa di commercializzazione di marmi, pietre e granito e non si capisce ancora la dinamica dell’incidete e le indagini in corso stanno cercando di ricostruire le ultime azioni del titolare.

Il mezzo, utilizzato per lo spostamento e movimentazione di pannelli di marmo pesanti si è ribalto travolgendo senza lasciare scampo il titolare che era alla guida del macchinario medesimo.

Dalle prime testimonianze l’uomo, capita la situazione che la gru stava rischiando di ribaltarsi, avrebbe tentato di uscire dalla cabina rimando così tragicamente coinvolto.

Si rimane in attesa delle indagini definitive per accertare la vera dinamica ma di fatto quello che resta è la perdita di una ennesima vittima del lavoro.

Indignazione generale del mondo sindacale, politico e istituzionale dove si torna a parlare della sicurezza sul lavoro come una priorità assoluta e non un costo, si torna a sollecitare la carenza delle ispezioni e la necessità di controlli stringenti, di formazione adeguata, addestramento, investimenti nella prevenzione per tutelare i lavoratori.

Insomma, una richiesta corale di una maggiore presenza delle istituzioni e delle aziende affinchè vengano garantite l’applicazione delle normative vigenti.

Già, una richiesta di una maggiore presenza delle istituzioni, ma se le istituzioni stesse esortano maggiore presenza delle istituzioni medesime alla fine chi deve intervenire?.

Stiamo leggermente nel ridicolo perché è come demandare sempre alla responsabilità del datore del lavoro e del lavoratore.

Certo che devono essere loro in primis ad applicare le norme e avere una cultura della sicurezza tale da poter prevenire, valutare ed evitare i rischi lavorativi ma certo è che una maggiore presenza intesa come supporto delle istituzioni alle aziende è sicuramente necessaria.

Un supporto pratico di sostegno vero e di confronto non finalizzato al solo aspetto sanzionatorio, repressivo atto a generare solamente terrore che poi si traduce in un atteggiamento opposto e contrario a quelli che sono i nostri obiettivi.

La cultura della sicurezza deve essere ripensata e rivista come uno strumento che stimoli il singolo lavoratore, il singolo datore di lavoro che insieme e in sinergia lavorano per un bene comune dell’intera azienda di benessere lavorativo e tutela di tutti.

È inaccettabile che ancora si continui a morire sul posto di lavoro, è inaccettabile che si continui a morire a causa del lavoro.

Ennesima tragedia, ennesima vittima che deve spronare tutti nella consapevolezza di una urgenza nazionale di fare immediatamente qualcosa perché questi drammi non devono più accadere.

Lo ripetiamo sempre, io stesso nei miei interventi, articoli, interviste, nella mia professione che siano corsi o consulenze porto avanti, ma ogni santo giorno ci confrontiamo e discutiamo sulle medesime situazioni.

Basta! È il grido che le vittime implorano. Basta morire a causa del lavoro. Basta vittime!

 

(*) Esperto di sicurezza sul lavoro

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