“Il caso di Mario Roggero suscita comprensibilmente il forte coinvolgimento umano e sociale di ciascuno, ma proprio nelle vicende che dividono l’opinione pubblica occorre mantenere saldi i principi dello Stato di diritto. Le sentenze definitive possono essere condivise o criticate, ma devono essere rispettate. E la grazia non è un quarto grado di giudizio, è un atto di clemenza che va sottratto a ogni pressione o ingerenza politica. Sarebbe comunque un grave errore modificare la disciplina della legittima difesa sull’onda dell’emotività”. Così a Rainews24 il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto (nella foto), esponente di Forza Italia. “La normativa è stata già aggiornata negli anni scorsi e conserva due principi che non possono essere sacrificati: l’attualità del pericolo e la proporzione tra offesa e reazione. Sono i cardini che distinguono la legittima difesa da una liberatoria indiscriminata e incontrollabile. Dispiace, inoltre, che una proposta di tale rilevanza sia stata avanzata senza un preventivo confronto con gli altri alleati di governo; per di più sponsorizzando norme che, per conformazione e asistematicità, rischiano di creare più incertezze che soluzioni”, conclude.
FI, pronti a votare stop risarcimenti per autori gravi reati
“Forza Italia è pronta a votare un emendamento che escluda totalmente il risarcimento a favore degli autori di gravi reati come conseguenza dei loro atti. D’altra parte, già nel 2019 avevamo avanzato una proposta emendativa in tal senso in occasione dell’ultima riforma della legittima difesa. Saremmo disponibili a votare questa modifica già nel corso dell’esame del dl giustizia e immigrazione pendente al Senato. I termini per presentare emendamenti a quel testo sono già scaduti, ma diamo fin d’ora piena disponibilità a sostenere una eventuale proposta in materia qualora venisse depositata dai relatori del testo”. Lo dichiarano in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, e il senatore e capogruppo in commissione Giustizia di Palazzo Madama, Pierantonio Zanettin.
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