Prosegue, inarrestabile lo scontro in vista del voto sul Referendum sulla Giustizia, Inutili gli appelli del Presidente della Repubblica. Un tentativo finito nel nulla, visto che sia nella maggioranza che nell’opposizione il clima è furastico, probabilmente perché i due fronti, alla luce dei sondaggi , dovranno rispondere, colpo su colpo, alle reciproche accuse.
Referendum: Sisto, non si vota su fantasmi evocati dal ‘No’
“Noi difendiamo il testo della riforma della giustizia e chiediamo agli italiani di votare su ciò che è scritto, non su fantasmi evocati per fare paura. La riforma è semplice: garantire un giudice davvero terzo e imparziale, distinto in modo uguale dall’avvocato difensore quanto dal pubblico ministero. Quando un cittadino entra in aula, così, si sente indubbiamente più tutelato. Vogliamo, inoltre, magistrati liberi e liberati dal peso delle correnti, un CSM sottratto alle logiche di potere e scambio e, infine, un’Alta Corte disciplinare indipendente e autonoma. Non c’è alcuna invasione da parte della politica: l’unico obiettivo è migliorare la qualità della giustizia e rafforzare la fiducia dei cittadini”. Così a Sky Tg24 il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, che poi ha proseguito: “Il ddl sulla riforma della giustizia non nasce da un’imposizione forzosa della maggioranza, ma da un lungo lavoro parlamentare: due anni e mezzo in Commissione, decine di audizioni, un confronto ampio, il rispetto rigoroso dell’articolo 138 della Costituzione, il voto favorevole anche di una parte dell’opposizione. Si chiama democrazia parlamentare, lontana anni luce dalla sola idea di blitz politico. Le paure che il provvedimento sia preordinato al controllo della magistratura sono del tutto infondate: l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati restano intatte e intangibili. La scelta che il referendum ci pone è tra il lasciare tutto com’è, comprese le distorsioni emerse negli scandali sulle correnti, oppure fare un passo in avanti verso una giustizia più trasparente, equilibrata, credibile e giusta”.
Referendum: Gasparri (FI), parole Melillo in linea con affermazioni Mattarella?
“Ho letto con grande meraviglia le dichiarazioni del Procuratore nazionale antimafia, Melillo, che interviene anche lui sulla polemica referendaria invitando a votare No. Peraltro, lo fa con motivazioni assolutamente infondate perché la conseguenza della riforma costituzionale non incide assolutamente sulla materia di cui Melillo si dovrebbe occupare. Mi chiedo, e chiedo pubblicamente, sono in linea queste dichiarazioni di Melillo con le giuste affermazioni del Presidente della Repubblica che si è recato al CSM per abbassare i toni generali ed invitare tutti a rimanere nel proprio alveo? Io non credo che quello che ha fatto Melillo sia compatibile con le dichiarazioni del Presidente della Repubblica. Non entro nel merito e non voglio alimentare polemiche con il Procuratore nazionale antimafia. Ricordo soltanto che tutti i suoi predecessori sono finiti candidati in Parlamento nelle fine della sinistra, Franco Roberti, Pietro Grasso, peraltro ottimo persona e Cafiero de Raho, di cui domani mattina si occuperà l’Antimafia. Ovviamente l’attuale Procuratore ha escluso qualsiasi sua candidatura, però parla quasi come se fosse automatica l’adesione dei Procuratori nazionali antimafia a una determinata parte politica. Certamente al Quirinale queste dichiarazioni non saranno sfuggite. Sarei curioso di sapere come vengono classificate”. Lo dichiara il presidente dei senatori di FI, Maurizio Gasparri.
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