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Censis, per 71% studenti è fonte continua di ansia e stress

 

Il 71,0% degli studenti considera la scuola una fonte continua di ansia e stress. Quando si chiede quale stato d’animo prevalga, il 51,0% indica l’ansia, il 46,0% la noia, il 25,8% la serenità, il 18,7% la felicità e appena l’8,0% l’entusiasmo. Il 73,7% ritiene che il modo di vivere la valutazione influenzi il rendimento; il 35,5% ha saltato almeno una volta la scuola per paura di una prova pur essendo preparato. È quanto emerge dai tre Rapporti realizzati nell’ambito della prima annualità del Progetto Iride ‘La scuola vista dai giovani’ del Censis, dedicati all’orientamento, alla valutazione degli apprendimenti e allo stare bene a scuola.

71,2% dei diplomati giudica positiva esperienza

 

Il 71,2% dei diplomati giudica buona o ottima l’esperienza vissuta, contro il 46,2% degli studenti ancora a scuola; il 60,8% consiglierebbe la propria ex scuola, a fronte del 47,3% di chi la frequenta. Tra i diplomati l’83,9% considera utili le conoscenze acquisite, il 69,7% ciò che ha imparato per la vita e il 54,5% per il lavoro. Anche il ricordo degli spazi migliora: il 39,1% li definisce funzionali, contro il 21,6% degli studenti, e il 24,2% puliti, contro il 7,4%. Resta però elevata la quota di chi li ricorda vecchi, pari al 33,7%. Il tempo rende più articolato il giudizio, ma non cancella la memoria dell’ansia (53,8%), dei criteri poco chiari e dei feedback insufficienti.

Tra gli studenti che intendono continuare gli studi, solo il 25,5% ha già individuato il corso al quale iscriversi; il 32,3% conosce soltanto l’ambito di interesse, il 32,2% è indeciso tra più opzioni e il 10,0% non ci ha ancora pensato. Anche in quinta – sottolinea Censis -, il 29,2% è ancora indeciso. La transizione al lavoro presenta lacune operative: il 51,5% si ritiene poco o per niente capace di trovare le offerte, il 45,1% di scrivere una lettera di presentazione, il 43,7% di preparare un buon curriculum e il 38,7% di sostenere un colloquio. Il 45,0% degli studenti indica le lezioni più interattive e dinamiche come la prima leva per migliorare la scuola. Seguono programmi più attuali per il 32,0%, meno verifiche per il 31,9%, e meno ore di lezione per il 30,3%. Inoltre, il 57,3% ritiene che gli insegnanti assegnino troppi compiti, il 54,7% ritiene che nel proprio percorso si studi troppo e il 52,1% si sente poco o per niente stimolato ad andare a scuola. Non si tratta soltanto di una domanda di alleggerimento, ma la richiesta riguarda il senso del lavoro scolastico e il legame tra contenuti, esperienza e futuro.

17,9% studenti comprende le ragioni dei voti ricevuti

 

Solo il 17,9% degli studenti comprende pienamente le ragioni dei voti ricevuti e il 9,3% afferma che tutti i docenti spiegano i criteri con cui assegnano voti e giudizi; per il 34,1% lo fa la maggioranza, per il 49,4% soltanto alcuni e per il 7,3% nessuno. Anche la restituzione è debole: il 76,5% svolge compiti a casa senza ottenere un voto, un giudizio o una discussione con il docente, il 74,7% viene a conoscenza del voto soltanto attraverso il registro elettronico, il 57,6% affronta prove in classe senza ricevere un feedback. Il 56,4% ritiene inoltre che gli insegnanti non siano obiettivi nei giudizi; il 44,3% considera le valutazioni poco o per niente eque.

RED

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