“Moschee costruite con soldi provenienti dal Qatar, predicazione religiosa mascherata da attività culturale, legami con la Fratellanza musulmana, ex brigatisti e soggetti coinvolti nei movimenti più estremisti: dietro la facciata dei cosiddetti ‘centri culturali islamici’ di Roma si sta delineando un quadro inquietante che non può essere ignorato”. Lo dichiara Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, annunciando un’interrogazione urgente al sindaco Gualtieri. “Chiediamo conto delle autorizzazioni e dei controlli relativi alla moschea di via dei Frassini (Centro Al Huda) e al nuovo cantiere in piazza delle Camelie, a Centocelle. La mia iniziativa”, spiega, “nasce dall’interrogazione prioritaria presentata al Parlamento europeo dalle eurodeputate Susanna Ceccardi, Silvia Sardone e Anna Maria Cisint, che ha portato il tema all’attenzione della Commissione UE. È del tutto inaccettabile che soggetti non riconosciuti come confessioni religiose accedano a fondi del 5×1000 e operino fuori da ogni trasparenza svolgendo attività di culto e proselitismo con il supporto di fondazioni estere. Il Sindaco non può far finta di nulla”, insiste il leghista, “vogliamo sapere se le strutture in questione hanno ottenuto regolari permessi edilizi, se sono stati effettuati controlli urbanistici e finanziari, e se si intende vigilare su eventuali rischi di radicalizzazione o violazione delle norme nazionali. Serve un censimento delle strutture attive a Roma inserite nella categoria di ‘associazione culturale’ ma che di fatto operano come moschee. I cittadini hanno diritto a sapere cosa si nasconde dietro queste realtà”, conclude.
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