Esteri

Cina, i media ufficiali oscurano e cancellano le proteste dilaganti contro i lock down

 

I media ufficiali cinesi, diretta espressione del Partito comunista che guida il governo, tacciono sulle proteste in corso nel gigante asiatico. C’è da notare però che il Global Times, che pubblica in inglese, attacca la stampa occidentale che avrebbe alimentato il malcontento della popolazione per la politica zero-Covid. “Per via delle differenze ideologiche, è diventato quasi un istinto dei Paesi e dei media occidentali criticare i governi comunisti allo scopo di sovvertire questi ultimi con rivoluzioni colorate”, scrive un docente della Fudan University, che però aggiunge -forse alludendo alle promesse mosse del governo -che le misure anti-Covid nel Paese “non sono mai statiche” e “sono in costante aggiustamento”. L’agenzia di stampa Xinhua sottolinea anche la necessità di dare priorità al benessere delle persone nell’attuazione delle politiche Covid, mentre il China Daily aggiunge che le amministrazioni locali sono sollecitate a “correggere le pratiche sbagliate di controllo del Covid”.

La polizia ha arrestato due persone oggi a Shanghai, dove i manifestanti si sono riuniti durante il fine settimana per protestare contro le restrizioni sanitarie legate al Covid e chiedere più libertà. – Interrogato dai giornalisti sul motivo dell’arresto, un agente di polizia ha dichiarato che una delle due persone “non aveva obbedito alle nostre disposizioni”, rimandando alle autorità locali per maggiori dettagli. Gli agenti hanno anche rimosso altre persone presenti sulla scena e ordinato loro di cancellare immagini dai loro telefoni. I manifestanti si sono riuniti ieri a Shanghai per protestare contro la rigida politica ‘zero Covid’ applicata in Cina da quasi tre anni, ma anche per chiedere maggiori libertà politiche. Sono scoppiati scontri con la polizia e molte persone sono state arrestate. La polizia di Shanghai, interrogata più volte, non ha ancora risposto sul numero di fermi durante il fine settimana.

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