Economia e Lavoro

Commercio e vendite, pesi e contrappesi

Commercio: Confesercenti, a marzo crescono vendite ma inflazione pesa su II trimestre

“Il commercio tiene a marzo. Secondo i dati diffusi da Istat, dopo due mesi di crescita quasi nulla, il volume delle vendite registra un aumento dell’1,8% su base annua.

Grazie a questa accelerazione, il primo trimestre 2026 chiude a +0,7%, invertendo l’andamento del 2025, quando tutti i trimestri si erano conclusi con segno negativo”. Così Confesercenti in una nota.

“Il dato conferma la resilienza delle imprese e della domanda interna, in un contesto segnato da forti tensioni geopolitiche. Restano però i timori per i prossimi mesi: il protrarsi del conflitto in Medio Oriente potrebbe tradursi in un indebolimento del ciclo economico e in una nuova spinta sui prezzi”, prosegue l’associazione.

“Particolarmente positivo il risultato dei beni non alimentari, che a marzo crescono del 2,4% e nel trimestre dell’1,1%. Le vendite alimentari aumentano dell’1% nel mese, ma nel complesso del primo trimestre si fermano al +0,3%. Sono segnali incoraggianti, che confermano come la spesa delle famiglie resti oggi uno dei principali sostegni alla crescita del Pil. Ma il quadro va letto insieme al deterioramento dell’inflazione: ad aprile i prezzi al consumo sono saliti al 2,8%, spinti dall’energia e anche dalla componente alimentare. Una dinamica che torna a comprimere il potere d’acquisto, con il valore reale delle retribuzioni già sceso dal +1,8% di gennaio al +0,8% di marzo e probabilmente tornato in territorio negativo ad aprile”, aggiunge Confesercenti, specificando che “inoltre, il prolungarsi della crisi del Golfo mantiene elevati i prezzi internazionali dell’energia. Gli andamenti dei primi giorni di maggio rendono improbabile un rientro rapido delle pressioni inflazionistiche. Ne risentirà inevitabilmente la spesa delle famiglie e, se le tensioni attuali dovessero permanere, si prospetta un indebolimento dei consumi già nel corso del secondo trimestre”.

“In questa prospettiva, bisogna monitorare attentamente l’evoluzione dei prezzi e valutare misure strutturali per alleggerire il peso del fisco e degli oneri di sistema sui beni energetici. È questa una delle priorità per sostenere famiglie e imprese”, conclude Confesercenti.

 

Consumi: Federdistribuzione-Ipsos, clima incertezza e fiducia in calo

“I dati diffusi dall’Istat relativi alle vendite al dettaglio del mese di marzo evidenziano a livello tendenziale una crescita a valore del +3,7% e un incremento a volume del +2,1%”. Lo sottolinea Federdistrizuione, in una nota.

“A marzo i dati Istat evidenziano qualche segnale positivo sull’andamento dei consumi, influenzato dalla diversa calendarizzazione della festività pasquale rispetto allo scorso anno, mentre si registra un ulteriore peggioramento del clima di fiducia, sia tra i consumatori sia tra le imprese, rilevato ad aprile. In questo scenario ancora complesso, pesano gli effetti della crisi del Golfo Persico, che stanno incidendo sull’andamento dei prezzi al consumo, in particolare attraverso i rincari dei beni energetici”, prosegue la nota.

Le difficoltà degli italiani trovano riscontro anche nella recente rilevazione Ipsos Doxa realizzata per Federdistribuzione* che evidenzia come quasi 9 italiani su 10 (89%) abbiano già adottato comportamenti di contenimento della spesa. In ambito alimentare, le famiglie cercano offerte e promozioni (48%), ponendo più attenzione alla riduzione degli sprechi (35%). Inoltre, quasi un italiano su quattro (23%) ha ridotto la quantità di prodotti acquistati, mentre il 16% dichiara di aver diminuito l’attenzione alla qualità.

In questo contesto di forte incertezza economica, le prospettive di un rilancio strutturale della domanda interna rischiano di allontanarsi. Rimane quindi urgente intervenire con misure concrete a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie e a supporto delle imprese, impegnate in questa fase a sostenere maggiori costi derivanti dai rincari dei beni energetici.

L’indagine – spiega Federdistribuzione – è stata condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 16 anni, attraverso la somministrazione di 1.000 interviste online.

 

Commercio: Unc, dati Istat su vendite superati, manca ancora effetto Iran

“Dati superati. Manca ancora l’effetto Iran. I dati positivi sono solo un miraggio purtroppo destinato presto a svanire. A marzo, infatti, il rialzo dell’inflazione era ancora contenuto, da 1,5% di febbraio a 1,7%, e il caro energia e i rincari dei carburanti non si erano ancora trasferiti sui prezzi finali dei prodotti, se non in minima parte su voli aerei internazionali e alcuni tipi di frutta. Insomma, nessun terremoto che potesse determinare un calo complessivo dei consumi. Ad aprile, invece, la situazione è destinata a peggiorare, anche se le vendite di Pasqua produrranno ancora un’illusione ottica nei dati non destagionalizzati”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat secondo cui ad aprile 2026 le vendite in valore al dettaglio salgono dello 0,8% sul mese precedente e del 3,7% su marzo 2025. “Più la guerra in Medio Oriente durerà, più l’inflazione salirà, il potere d’acquisto delle famiglie scenderà e le vendite crolleranno con effetti nefasti sul Pil, fino alla recessione in caso di scenario avverso”, conclude Dona.

Red

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