A febbraio 2026 le vendite al dettaglio, rispetto al mese precedente, sono stazionarie in valore e diminuiscono in volume (-0,2%). Lo comunica l’Istat, sottolineando come siano in calo le vendite dei beni alimentari in valore (-0,4%) e in volume (-0,5%) mentre sono in aumento quelle dei beni non alimentari (rispettivamente +0,2% in valore e +0,1% in volume).
Nel trimestre dicembre 2025 – febbraio 2026, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio vedono invece un incremento in valore (+0,3%) e un lieve calo in volume (-0,1%). Stesso andamento si evidenzia per le vendite dei beni alimentari (+0,3% in valore e -0,2% in volume), mentre quelle dei beni non alimentari aumentano lievemente in valore (+0,1%) e restano invariate in volume.
Su base tendenziale, a febbraio 2026, le vendite al dettaglio registrano una crescita dell’1,6% in valore e un calo dello 0,1% in volume. I beni alimentari aumentano in valore (+1,8%) e diminuiscono in volume (-0,5%), mentre i beni non alimentari sono in crescita (rispettivamente +1,4% in valore e +0,2% in volume). Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-0,2%). L’aumento maggiore riguarda gli elettrodomestici, radio, tv e registratori (+5,6%).
Rispetto a febbraio 2025, il valore delle vendite al dettaglio è in aumento per tutte le forme distributive: la grande distribuzione (+1,9%), le imprese operanti su piccole superfici (+0,5%), le vendite al di fuori dei negozi (+1,2%) e, in misura più marcata, il commercio elettronico (+8,3%).
Commercio: Codacons, da conflitto in Iran ricadute negative su consumi
“Dopo i segnali positivi registrati a gennaio, le vendite al dettaglio in Italia tornano negative con una diminuzione in volume sia su base mensile che su base annuale”. Lo afferma il Codacons, che lancia inoltre “l’allarme sulle ripercussioni della crisi in Medio Oriente sul commercio e sui consumi delle famiglie”.
“I timidi segnali di ripresa visti a gennaio sono stati cancellati a febbraio, con le vendite che su base annua scendono in volume del -0,1% con punte del -0,5% per i beni alimentari – spiega il Codacons – Un dato che, tuttavia, ancora non risente della crisi in atto scattata a marzo: il rischio concreto è che l’aumento dei prezzi al dettaglio che sta caratterizzando alcuni settori, unitamente al caro-carburanti e all’impennata dell’energia dovuti alla guerra in Iran, possano portare ad una forte contrazione dei consumi delle famiglie, con una ulteriore riduzione delle vendite e danni per il commercio”.
“Numeri che testimoniano ancora una volta come il governo debba prorogare il taglio delle accise sui carburanti e rafforzare le misure volte a calmierare gli effetti negativi della crisi in Medio Oriente sulle tasche degli italiani”, conclude il Codacons.
