Proseguono nella commissione Trasparenza e pubblicità del Consiglio regionale le audizioni sulle “Procedure concorsuali eseguite presso il comune di Allumiere a cui ha attinto anche il Consiglio regionale del Lazio”. Dopo quella del sindaco di Allumiere, Antonio Pasquini, oggi la tredicesima commissione, presieduta da Chiara Colosimo (FdI), ha ascoltato i sindaci dei comuni di Guidonia Montecelio, Michel Barbet, e di Ladispoli, Alessandro Grando. L’audizione – durata quasi due ore – è stata caratterizzata da un costante confronto tra alcuni consiglieri regionali e i due sindaci, i quali hanno risposto a quasi tutte le domande e alle richieste di chiarimento poste dalla commissione in merito alle procedure che hanno portato i comuni di Guidonia e Ladispoli a perfezionare le assunzioni di personale proveniente dalle graduatorie del comune di Allumiere. Alcuni quesiti, però, sono rimasti in sospeso perché serve un supplemento di documentazione che i due sindaci hanno promesso di inviare al più presto alla presidenza della commissione. Tra questi, non ha ricevuto risposta il quesito posto dalla presidente Colosimo sugli elenchi trasmessi dal comune di Allumiere ai due comuni, se fossero solo una lista di idonei disponibili o se invece fossero stati raggruppati in ordine di graduatoria. Sono stati soprattutto il vicepresidente Eugenio Patanè (Pd) e i consiglieri Massimiliano Maselli (FdI), Valerio Novelli (M5s), Francesca De Vito (M5s) e Marta Leonori (Pd) a interloquire con i due sindaci. Dal dibattito è emersa una distinzione tra i due aspetti principali della vicenda. Da una parte, è stato ribadito più volte che l’indagine sulla regolarità dello svolgimento del concorso di Allumiere è al vaglio di due procure della Repubblica e che, quindi, resta sospeso il giudizio sui motivi che hanno spinto la commissione d’esame ad allargare l’elenco di chi ha superato la preselezione e, successivamente, a dichiarare idonei un alto numero di concorrenti, ben oltre le esigenze dell’amministrazione che ha bandito il concorso. Dall’altra parte, la commissione Trasparenza intende approfondire le modalità di assunzione che hanno riguardato i comuni che hanno attinto successivamente a quella graduatoria per colmare le proprie carenze di personale, con la finalità di verificare se siano state rispettate tutte le procedure previste dalla normativa nazionale e dai regolamenti amministrativi. Entrambi i sindaci hanno dichiarato che le procedure seguite hanno rispettato tutte le disposizioni in materia e che, oltre ad Allumiere, sono stati interpellati anche altri comuni. I due aspetti hanno anche dei punti di contatto, uno dei quali è stato messo in evidenza oggi dal vicepresidente Patanè, il quale ha invitato i due sindaci a verificare se tra i loro neo assunti vi siano persone che nel concorso di Allumiere abbiano superato la preselezione con un punteggio minimo inferiore a quello previsto dal bando. Il ragionamento di Patanè – che ha citato anche il parere legale richiesto dal sindaco Pasquini e di cui si è parlato nella scorsa audizione – è il seguente: se dalle carte trasmesse da Allumiere, a seguito della richiesta degli altri comuni di attingere alla graduatoria, risultasse il suddetto vizio, allora – secondo il vicepresidente della tredicesima commissione – i sindaci dovrebbero bloccare quelle assunzioni perché si esporrebbero al danno erariale. Ma la risposta di Michel Barbet, supportata dal suo ufficio del personale, è stata che al momento non vi sono atti ufficiali che riconoscono formalmente quel presunto errore, né da parte del comune di Allumiere né da parte dell’Autorità Giudiziaria e, pertanto, potrebbe succedere il contrario. In altre parole, Barbet ha precisato che bloccando le assunzioni senza il supporto di atti amministrativi in tal senso, sarebbero invece proprio i comuni a esporsi al rischio di ricorsi e alle conseguenti richieste di danni. A conferma di tale orientamento, Barbet ha ricordato che nessuna amministrazione, neanche il Consiglio regionale – tra le amministrazioni beneficiarie di quella graduatoria – ha agito in tale direzione, bloccando le assunzioni.
