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Confcommercio e i dazi: “Negoziazione Ue e sostegno alla competitività delle imprese”

 

Alò tavolo con il Governo sui dazi la Confcommercio era rappresentata dal vicepresidente con delega all’Internazionalizzazione, Riccardo Garosci. Ecco le sue parole: “La decisione del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di imporre dazi del 20-25% verso l’Unione Europea rappresenta un forte elemento di instabilità per le imprese italiane,
in particolare per i comparti a maggiore vocazione all’export negli Usa. Manifattura,
agroalimentare, trasporti e logistica, turismo sono tra i settori più colpiti da questa nuova
ondata protezionistica, che rischia di compromettere le prospettive di crescita in un contesto
economico già fragile. Serve un’azione coraggiosa, coordinata e lungimirante a livello
europeo
”. “Confcommercio chiede l’avvio di un negoziato tra l’Ue e gli Stati Uniti che tenga conto non solo delle esportazioni europee di beni, ma anche del forte squilibrio a favore degli
statunitensi nei servizi, soprattutto tecnologici e finanziari. Un negoziato – 
ha sottolineato Garosci – fondamentale per valorizzare il peso di un mercato evoluto di circa 500 milioni di
consumatori, per evitare una guerra commerciale, per non attivare misure ritorsive
immediate in grado di alimentare l’inflazione e di mettere in difficoltà le imprese che fanno
import e distribuzione
”.

L’Unione Europea dovrebbe intensificare gli sforzi per concludere nuovi accordi di libero scambio in aree strategiche come India, Paesi del Golfo, Australia, Indonesia e Malesia, accelerare la ratifica dell’accordo con il Mercosur, riaprire un canale di negoziazione con la Cina e ridare vigore al multilateralismo nel commercio internazionale attraverso l’Organizzazione mondiale del Commercio. Inoltre, nel settore trasporti occorrerebbe sospendere e rivedere il meccanismo delle emissioni ETS, scongiurare l’entrata in vigore degli specifici dazi marittimo-portuali statunitensi e promuovere un piano a sostegno della cantieristica europea e nazionale”.

“Per la competitività delle imprese e per un migliore funzionamento del mercato interno europeo, c’è bisogno di una politica energetica europea unitaria che affronti i divari di costo tra i diversi Paesi ed è necessario migliorare le interconnessioni, potenziare le infrastrutture, promuovere investimenti sul nucleare di nuova generazione, rinnovabili e idrogeno, contrastare la speculazione finanziaria sui mercati energetici”. “Sul fronte dell’innovazione – ha concluso il vicepresidente di Confcommercio – è necessario rafforzare la transizione digitale, con un maggiore accesso al piano Transizione 5.0 soprattutto per le micro e piccole imprese e occorre recuperare terreno sul tema dell’intelligenza artificiale. Bisogna, inoltre, rivedere il Patto di Stabilità per consentire più flessibilità fiscale per stimolare crescita ed investimenti, ma anche la possibilità di emettere bond europei”.

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