Economia e Lavoro

Mps: in I trimestre utile netto a 521 mln, ricavi salgono a 1,96 mld (+2,9%)

Mps nel primo trimestre del 2026 registra un utile netto consolidato di gruppo pari a 521 milioni. Lo comunica Mps nella nota sulla trimestrale. Il dato – prosegue Montepaschi nella nota- è sostenuto dalla crescita a doppia cifra della performance operativa, e che nel confronto anno su anno e trimestre su trimestre non beneficia di effetti positivi delle imposte; risultato al lordo delle imposte pari a euro 911 milioni di euro, in aumento del +15,6% trimestre su trimestre (+6,7% anno su anno)”. Considerando gli effetti netti della Purchase Price Allocation, pari a -64 mln di euro- comunica Mps – l’utile di periodo di pertinenza della Capogruppo ammonta a 521 milioni di euro, rispetto all’utile di 1.349 milioni di euro del quarto trimestre 2025 che includeva, in particolare, la citata rivalutazione delle DTA”. Al 31 marzo 2026 il Gruppo Mps – prosegue la banca nella nota – ha “realizzato ricavi complessivi per 1.960 milioni di euro. Escludendo l’apporto riferito al perimetro Mediobanca, pari a 925 milioni di euro, i ricavi si attestano a 1.034 milioni di euro e risultano in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+2,7%, pari a +27,2 milioni di euro), grazie ad una dinamica positiva del margine di interesse (+0,8%, pari a +4,2 milioni di euro), delle commissioni nette (+3,0%, pari a +11,8 milioni di euro) e degli altri ricavi della gestione finanziaria (+13,1%, pari a +8,7 milioni di euro)”. “Andamento positivo- aggiunge Mps nella nota- anche per gli altri proventi e oneri di gestione (+2,6 milioni di euro). I ricavi del primo trimestre 2026 (1.960 milioni di euro) risultano in aumento anche rispetto al trimestre precedente (+3,0%, pari a 57,8 milioni di euro), ponendosi in crescita su tutte le principali componenti: margine di interesse +1,9% (pari a +18,9 milioni di euro), commissioni nette +2,8% (pari a +17,1 milioni di euro) e altri ricavi della gestione finanziaria +8,4% (pari a +22,4 milioni di euro). Sostanzialmente stabili gli altri proventi e oneri di gestione (-0,5 milioni di euro). La “positiva evoluzione dei ricavi” avviene “sulla continua spinta commerciale a euro 1.960 milioni, in aumento del 2,9% a/a3 e del 3,0% t/t, grazie sia a margine di interesse (+1,9% t/t) che commissioni (+2,8% t/t), con accelerazione della componente di wealth management e advisory (+7,6% t/t)”, sottolinea Montepaschi nella nota sui risultati del primo trimestre dell’anno. Il margine di interesse al 31 marzo 2026 è risultato pari a 1.036 mln di euro. – informa la nota della banca – Al netto del contributo riferito al Gruppo Mediobanca (pari a 489 mln di euro), l’aggregato si attesta a 547 mln di euro, increscita rispetto ai 543 mln di euro dello stesso periodo del 2025, sostenuto dalla crescita dei prestiti e dal minor costo sia della raccolta commerciale che del costo dei titoli di debito in circolazione. Tale effetto è stato solo in parte bilanciato dalla flessione registrata sui rapporti con banche al costo ammortizzato e sui rapporti con banche centrali. La dinamica trimestrale del margine di interesse evidenzia un aumento dell’1,9% (pari a +18,9 mln di euro) rispetto al quarto trimestre del 2025. La crescita è stata sostenuta, in particolare, dai rapporti con la clientela al costo ammortizzato, grazie alla prosecuzione dello sviluppo dei volumi di impiego; in miglioramento, rispetto al trimestre precedente, anche i derivati di copertura e il costo dei titoli in circolazione”. Tali dinamiche- evidenzia la nota di Rocca Salimbeni – “sono state solo parzialmente attenuate dal maggior costo registrato nei rapporti con banche a costo ammortizzato e, in misura minore, dal minor contributo dei portafogli di negoziazione. Le commissioni nette al 31 marzo 2026 sono risultate pari a 618 mln di euro. Al netto del contributo riferito al Gruppo Mediobanca (pari a 209 mln di euro), le commissioni nette si attestano a 410 mln di euro, in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+3,0%, pari a +11,8 mln di euro). Il positivo andamento è stato registrato nell’ambito delle attività di gestione/intermediazione e consulenza (+10,9%, pari a +23,3 mln di euro), parzialmente compensato dalla dinamica dell’attività bancaria commerciale (-6,2%, pari a -11,5 mln di euro). Il risultato del primo trimestre dell’esercizio 2026 si pone in aumento rispetto al trimestre precedente (+2,8%, pari a +17,1 mln di euro). La crescita è attribuibile al comparto dell’attività di gestione/intermediazione e consulenza (+7,6%, pari a 28,8 mln di euro), trainato dai servizi di intermediazione e collocamento titoli e valute grazie alla maggiore operatività riferibile al Corporate Investment Banking di Mediobanca; il comparto dell’attività bancaria commerciale ha registrato commissioni pari a 207,5 mln di euro nel trimestre, a fronte dei 219,3 mln di euro del trimestre precedente, che era stato positivamente impattato, soprattutto nel comparto dei finanziamenti, dalla stagionalità tipica dell’ultimo trimestre dell’anno. Il risultato della gestione assicurativa del primo trimestre 2026 è sostanzialmente stabile rispetto al quarto trimestre 2025”. “I dividendi,- si legge nella nota di Montepaschi – proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni ammontano a 146 mln di euro. Al netto del contributo del Gruppo Mediobanca, pari a 131 mln di euro, e riferibile quasi integralmente alla valorizzazione all’equity method di Assicurazioni Generali, l’aggregato risulta pari a 15 mln di euro, rispetto ai 16 mln di euro del 31 marzo 2025. Sul perimetro comprensivo dell’apporto del Gruppo Mediobanca, i 146 mln di euro rilevati nel primo trimestre 2026 si confrontano con i 180 mln di euro del trimestre precedente, risentendo del minor contributo delle partecipate assicurative.Il risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value di attività/passività e degli utili da cessioni/riacquisti al 31 marzo 2026 ammonta a 144 mln di euro, 84 mln di euro dei quali riferibili al Gruppo Mediobanca. L’aggregato – al netto dell’apporto del Gruppo Mediobanca – evidenzia rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente un incremento (+10,3 mln di euro). Anche la dinamica trimestrale del Gruppo evidenzia una crescita rispetto al trimestre precedente (+66,3 mln di euro).Al 31 marzo 2026 gli oneri operativi sono risultati pari a 859 mln di euro; al netto della componente riferita al Gruppo Mediobanca l’aggregato è pari a 473 mln di euro, sostanzialmente stabile rispetto al 31 marzo 2025 (+0,1%, pari a 0,4 mln di euro). Gli oneri operativi del primo trimestre 2026 risultano in flessione del 3,1% rispetto agli 886 mln di euro del trimestre precedente”, informa la banca nella nota.

Risultato operativo netto sale a 947 milioni (+3,4%)

“Il risultato operativo netto del Gruppo Mps al 31 marzo 2026 è pari a 947 milioni di euro” in crescita di “+9,5% T/T e +3,4% A/A) grazie alla positiva dinamica dei ricavi, all’efficace gestione dei costi operativi (-3,1% t/t e +1,1% a/a6) e alla tenuta del costo del rischio a 42 punti base”. Lo comunica Mps nella nota sulla trimestrale. “Al netto del contributo riferibile al Gruppo Mediobanca – prosegue la nota-il risultato è pari a 490 milioni di euro e si pone in crescita del 9,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il confronto con l’ultimo trimestre 2025 registra una crescita del 9,5% (pari a 82,3 milioni di euro)”. “Prosegue il processo di integrazione” di Mps “con Mediobanca, per completare la riorganizzazione nelle cinque aree di attività del gruppo ed accelerare la creazione di valore per tutti gli stakeholder”. “Alla formazione del risultato di periodo concorrono anche le seguenti voci: altri accantonamenti netti al fondo rischi e oneri pari a -9 mln di euro al 31 marzo 2026. Al netto dell’apporto del Gruppo Mediobanca, la voce risulta pari a -6 mln di euro, in riduzionerispetto ai -25 mln di euro contabilizzati nello stesso periodo dell’anno precedente. Gli accantonamenti netti del trimestre si confrontano con i rilasci netti di 6 mln di euro deltrimestre precedente; altri utili (perdite) da partecipazioni, pari a -3 mln di euro, riferibili interamente al Gruppo Mediobanca”, si legge nella nota di Monte dei Paschi di Siena. “Al netto del gruppo acquisito, la voce risulta nulla anche nel corrispondente periodo dell’anno precedente. Il valore del trimestre precedente, anche in questo caso interamente riferibile al Gruppo Mediobanca, è pari a -1 mln di euro; – oneri di integrazione e incentivazione all’esodo pari a -23 mln di euro. Al netto dell’apporto riferibile al Gruppo Mediobanca, la voce si attesta a -12 mln di euro, che si confrontano con i -13 mln di euro del primo trimestre del 2025. La voce include, in particolare, l’effetto dell’attualizzazione degli oneri connessi alle pregresse uscite attraverso l’esodo o l’accesso al Fondo di Solidarietà, gli oneri per nuovi interventi di incentivazione all’esodo e di retention, l’impatto derivante dalla valutazione della controllata MP Banque secondo il principio contabile IFRS5, i costi di integrazione ed altri oneri conseguenti all’operazione di riorganizzazione, nonché oneri riferiti ad iniziative progettuali connesse al Piano Industriale. Sulla dinamica trimestrale, si registra una riduzione degli oneri per 18,1 mln di euro rispetto al trimestre precedente; – rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari pari a -1,5 mln di euro. Comprendono costi relativi al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita per 1 mln di euro e costi relativi al FITD (Fondo Italiano Tutela Depositi) per 0,5 mln di euro. Nell’esercizio precedente erano stati rilevati costi per 10 mln di euro, interamente contabilizzati nel quarto trimestre, relativi al FITD per 7,6 mln di euro e al fondo di garanzia assicurativo dei rami vita per 2,3 mln di euro; – canone DTA pari a -1 mln di euro, in riduzione rispetto ai -14 mln di euro registrati nello stesso periodo dell’anno precedente ed anche nel trimestre precedente a seguito dell’ingresso, a partire dal corrente esercizio, delle società del Gruppo Mediobanca nel consolidato fiscale del Gruppo MPS”, continua la banca di Siena. L’importo rappresenta “il canone di competenza al 31 marzo 2026 sulle DTA (Deferred Tax Assets) trasformabili in credito di imposta;- risultato della valutazione al fair value di attività materiali e immateriali pari a +2 mln di euro, con apporto nullo dal gruppo acquisito. Il risultato si confronta con i +2 mln di euro dello stesso periodo dell’anno precedente e con i -22 mln di euro del trimestre precedente, conseguenti all’aggiornamento semestrale delle valutazioni immobiliari; – utili (perdite) da cessione di investimenti, con risultato sostanzialmente nullo sia nel primo trimestre 2026 sia nel primo trimestre 2025, a fronte del risultato pari a +5 mln di euro del quarto trimestre 2025”, informa la banca senese. “Per effetto delle dinamiche sopra evidenziate, l’utile di periodo al lordo delle imposte del Gruppo è pari a 911 mln di euro.- scrive Mps nella nota- Al netto del contributo riferibile al Gruppo Mediobanca, il dato è risultato pari a 474 mln di euro, in aumento del 19,2% rispetto al dato di 397 mln di euro registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato del primo trimestre 2026 evidenzia una crescita di 123,2 mln di euro rispetto ai 788 mln di euro registrati nel trimestre precedente. Le imposte sul reddito di periodo registrano un onere pari a 294 mln di euro che rappresenta la fiscalità ordinaria relativa al risultato economico di periodo; la voce risente dell’effetto delle misure a carico del sistema bancario previste dalla Legge Finanziaria per il 2026, in particolare, della quota indeducibile degli interessi passivi (4%) e della maggiorazione di due punti percentuali dell’aliquota IRAP. Escludendo il contributo riferibile al Gruppo Mediobanca, l’onere del trimestre risulta pari a 169 mln di euro; al 31 marzo 2025 la voce corrispondente registrava un provento di 16 mln di euro, imputabile alla rivalutazione delle DTA al netto della fiscalità ordinaria di periodo. Il dato del quarto trimestre del 2025, incluso il contributo del Gruppo Mediobanca, evidenziava un provento di 883 mln di euro ascrivibile all’integrale rivalutazione delle DTA precedentemente non iscritte in bilancio, determinata dall’incremento delle prospettive reddituali conseguenti all’acquisizione del Gruppo Mediobanca”. La nota di Montepaschi prosegue: “A seguito delle dinamiche sopra descritte e dedotto l’utile di pertinenza dei terzi (pari a 32,8 mln di euro nel primo trimestre), l’utile di periodo di pertinenza della Capogruppo ante PPA ammonta a 585 mln di euro al 31 marzo 2026. Al netto del contributo riferibile al Gruppo Mediobanca (pari a +280 mln di euro), l’utile di periodo di pertinenza della Capogruppo ante PPA ammonta a 305 mln di euro, che si confronta con il dato di 413 mln di euro del primo trimestre 2025, che beneficiava della rivalutazione delle DTA”.

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