Dal 25 al 26 settembre il Gemelli ospita la seconda edizione di BRIDGE 2026 – Building Relationships to Innovate and Develop Global Expertise in Cardiovascular Medicine – il forum internazionale dedicato all’innovazione nella cura delle malattie cardiovascolari. I responsabili scientifici dell’evento sono i proff. Massimo Massetti (Ordinario di Cardiochirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari), Francesco Burzotta (Direttore della UOC di Cardiologia e Ordinario di Cardiologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) Yamume Tshomba (Direttore della UOC di Chirurgia Vascolare e Ordinario di Chirurgia vascolare all’Università Cattolica del Sacro Cuore) e Andrea Flex (Direttore UOC Medicina interna cardiovascolare, Responsabile del Centro Ipertensione del Policlinico Gemelli e Associato di Medicina Interna all’Università Cattolica del Sacro Cuore). L’appuntamento scientifico si propone come spazio di confronto interdisciplinare in un momento in cui il carico globale delle malattie cardiovascolari continua a crescere, rendendo necessario superare i paradigmi tradizionali di trattamento per integrare nella pratica quotidiana nuove strategie diagnostiche, terapeutiche e organizzative.
Il programma si articola attorno a quattro grandi pilastri della patologia cardiovascolare, con un format interattivo che alterna discussione di casi clinici, lezioni magistrali e tavole rotonde multidisciplinari. Un importante spazio è riservato ai giovani specializzandi e clinici, chiamati a presentare casi complessi. Un segnale questo della forte attenzione del congresso a mentorship, formazione e ricambio delle competenze mediche.
Al centro di BRIDGE 2026 c’è il principio della value-based healthcare, che mette al primo posto gli esiti realmente rilevanti per i pazienti, in un complesso equilibrio con le risorse necessarie per raggiungerli. Applicato alla medicina cardiovascolare, questo significa garantire cure capaci di migliorare sopravvivenza e qualità di vita, senza perdere di vista sostenibilità, efficienza ed equità dei sistemi sanitari. Un valore che nasce non solo da diagnostica e terapie innovative, ma anche da percorsi di cura coordinati e centrati sul paziente, in grado di garantire continuità e integrazione assistenziale, in piena sintonia con la filosofia del “Centro CUORE- Papa Francesco”, la cui struttura avveniristica sta prendendo forma giorno dopo giorno all’interno del campus Gemelli.
Tema portante di questa edizione di Bridge è la gestione trasversale della malattia cardiovascolare, che pone l’accento sulla necessità di un’integrazione senza soluzione di continuità tra specialità, discipline e setting di cura. I pazienti cardiovascolari presentano infatti spesso condizioni complesse e multisistemiche, che richiedono una visione clinica unitaria e strategie terapeutiche sincronizzate. Le più avanzate strategie di trattamento interventistico, nuovi biomarcatori, metodi innovativi di stratificazione del rischio e le più recenti novità farmacologiche, in tema di ipertensione resistente, ipercolesterolemia e gestione delle malattie cardio-nefro-metaboliche, sono tra gli argomenti attraverso i quali il congresso mostrerà come lavoro di squadra e pianificazione multidimensionale delle cure possano tradursi in migliori esiti per i pazienti. Le keynote lecture sono state affidate ad esperti top del settore: Marc P. Bonaca (lipoproteina(a) e la promessa di nuove terapie), Giorgio Sesti (il treat-to-benefit nella gestione delle malattie cardio-nefro-metaboliche), Giovambattista Desideri (ipertensione e invecchiamento), Paolo Camici (nuovo paradigma clinico della cardiopatia ischemica), Konstadinos A. Plestis (approccio olistico nella gestione delle malattie aortiche), Roberto Chiesa (riparazione dell’aneurisma dell’aorta toraco-addominale: siamo davvero migliorati rispetto a 20 anni fa?). La lettura inaugurale, dedicata ai 130 anni dell’aspirina, è affidata al professor Carlo Patrono.
BRIDGE 2026 è molto più di un semplice evento scientifico: è un luogo di incontro per colmare le distanze tra acuzie e cronicità, tra discipline diverse, tra ricerca e pratica clinica, ripensando la medicina cardiovascolare alla luce di valore, integrazione e innovazione centrata sulla persona.
Questa visione si fonda anche sulle importanti collaborazioni internazionali della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in particolare con il Vascular Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia e con il Colorado Prevention Center di Denver, realtà di riferimento internazionale nella medicina vascolare e nella prevenzione cardiovascolare. La collaborazione con Jefferson si è ulteriormente consolidata attraverso il Progetto Erasmus+, nell’ambito del quale l’Università Cattolica del Sacro Cuore è responsabile del programma di mobilità internazionale per la Vascular Medicine, favorendo lo scambio di studenti, giovani medici e professionisti e contribuendo alla costruzione di una rete internazionale stabile di formazione, ricerca e collaborazione clinica.
BRIDGE rappresenta dunque un esempio concreto di come le collaborazioni internazionali possano trasformarsi in scambio di competenze, formazione, ricerca condivisa e relazioni scientifiche durature, creando nuove opportunità per lo sviluppo della medicina cardiovascolare.
