“Lo scorso fine settimana abbiamo creato 100 punti, spazi aperti alla democrazia. Abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni, 16.500 iscritti, molti non appartenenti al M5S, hanno pensato di discutere il nuovo programma che noi porteremo a beneficio delle altre forze del campo progressista con cui ci confronteremo in un secondo momento. Lavoriamo a un programma condiviso che nasca dal basso raccogliendo le esigenze dei cittadini”. Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, al Tg2 Post. “A quattro anni di governo di destra, zero riforma ma tanti atteggiamenti di subalternità rispetto ai grandi poteri, noi rispondiamo con un progetto condiviso che raccoglie i bisogni dei cittadini scritto con i cittadini. Poi ci confronteremo con le altre forze progressiste”, ha aggiunto.
Progetto condiviso eviterà derive leaderistiche
“Il problema della leadership è un problema che verrà in un secondo momento e, sicuramente con un progetto condiviso, quando andremo ad affrontarlo, creeremo le premesse perché non si creino divisioni e derive leaderistiche, ma partendo da un programma chiara e definito ci raccoglieremo e riconosceremo tutti in questo progetto e vedremo con quale formula troveremo la candidata o il candidato più competitivo. A settembre completeremo il programma e lo porteremo in dote con umiltà, senza la spocchia di chi ha il progetto devono tutti accettare perché l’abbiamo scritto dal basso, alle altre forze progressiste quelli che sono i bisogni, sanità, lavori, diritti, problemi salariali, problemi del caro bollette e del caro energia. E con questo ci confronteremo con le altre forze progressiste”, ha sottolineato.
Centrosinistra si sta muovendo tanto al centro, si può creare valore aggiunto
L’apertura al centro? “Ci sono dei soggetti al centro, si sta muovendo tanto al centro. È chiaro che se devo esprimere quella che secondo me è un’utilità, penso a realtà amministrative, a iniziative politiche dal basso che possono creare valore aggiunto. Non penso al solito teatrino tra vecchi protagonisti che si insultano tra di loro. Se porteranno del buon fieno nella cascina progressista, bisogna tenerne conto”, ha aggiunto. Matteo Renzi? “Nessun rancore, nessuna ossessione, nessuna antipatia personale. Chi ci sarà? Vedremo a che condizioni parteciperanno e che grado di affidabilità daranno. Non mi metto a dire questo sì e questo no. Sarebbe arrogante e rischierei di essere settario. Non puoi pensare che sei portatore di una verità e non ti confronti con nessuno. Per mandare a casa Meloni e costruire un progetto progressista non puoi farlo da solo”, ha sottolineato Conte.
Italia sta contribuendo a distruzione ordine internazionale
“L’Italia sta contribuendo alla distruzione dell’ordine internazionale e del diritto internazionale, nel momento in cui ha assecondato e in qualche modo offerto una copertura politica e addirittura militare a un genocidio raelizzato a Gaza, ha assecondato Trump per il Venezuela addirittura lodandolo, Meloni lo ha proposto come Nobel per la Pace e in Iran adesso non ha fatto nulla”. “Io ho una regola aurea: sono leader di un partito di opposizione e non intralcio assolutamente l’azione politica e diplomatica del governo italiano. Certo, avverto l’urgenza di rappresentare i fallimenti di questa politica estera, che in quattro anni ha collezione subalternità ed è stata ripagata con schiaffo pubblico”, ha sottolineato rispondendo a una domanda sui rapporti con la Casa Bianca.
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