L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari nel 2025 a -3,1% (era -3,4% nel 2024). Lo comunica l’Istat, confermando la rilevazione dello scorso aprile. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è risultato pari a +0,8% del Pil (era +0,5% l’anno precedente). Nel 2025 il Pil ai prezzi di mercato è risultato pari a 2.265.003 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 6.954 milioni rispetto alla stima di marzo scorso. Per il 2024 il livello del Pil è stato rivisto al rialzo di 8.564 milioni di euro. Nel 2025, rileva l’Istat nei Conti economici nazionali, il tasso di variazione del Pil in volume è stato pari a 0,6%, 0,1 punti percentuali in più rispetto alla stima del marzo scorso. Sulla base dei nuovi dati, nel 2024 il Pil in volume è aumentato dell’1,1%, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali. Il dato non consente all’Italia di uscire con un anno di anticipo dalla proceduta per deficit eccessivo: il rapporto avrebbe dovuto attestarsi al di sotto del 3%. Secondo i calcoli effettuati nei mesi scorsi, dopo la stima di aprile, per agganciare l’obiettivo sarebbero mancati circa 2 miliardi. L’obiettivo è rimandato al prossimo anno: nei documenti di finanza pubblica, per quest’anno il governo stima il rapporto deficit-Pil al 2,8%. Il 26 luglio 2024, in seguito alla proposta della Commissione, il Consiglio europeo ha avviato una procedura per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia, dato il suo disavanzo di bilancio pari al 7,4% nel 2023. Il 21 gennaio 2025 il Consiglio ha adottato una raccomandazione in base alla quale l’Italia dovrebbe porre fine al suo disavanzo eccessivo entro il 2026, fissando limiti per il tasso di crescita nominale della spesa netta: 1,3% nel 2025 e 1,6% nel 2026. Inoltre, i paesi fortemente indebitati sono tenuti a rispettare la disciplina di bilancio, sulla base di criteri e valori di riferimento stabiliti nei trattati dell’Ue (in particolare il debito pubblico dovrebbe rimanere al di sotto del 60% del Pil), portando il proprio debito su una “traiettoria di riduzione plausibile” e avvicinandosi, ad un ritmo soddisfacente, al valore di riferimento sancito dal trattato.
Indebitamento netto peggiora di 355 milioni
L’Istat calcola “un peggioramento della stima dell’indebitamento netto di -355 milioni”. È quanto si legge nella nota dell’Istat relativa ai Conti economici nazionali. La revisione è stata al rialzo sia per le entrate, 1.991 milioni, sia per le uscite, 2.346 milioni.
Fisco: Istat, pressione fiscale sale 42,9% nel 2025
Nel 2025, la pressione fiscale si è portata a 42,9% del Pil, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024. Lo rileva l’Istat nei Conti economici nazionali.
Giorgetti: “Rammarico deficit, Italia non esce da procedura in anticipo”
“Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027”. Così il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, dopo il dato sul deficit Pil 2025 diffuso oggi dall’Istat. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari nel 2025 a -3,1% (era -3,4% nel 2024), ha comunicato l’Istituto di statistica, confermando la rilevazione dello scorso aprile.
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