Esteri

Corea del Sud, le conseguenze del fallito colpo di stato del presidente Yoon

di Giuliano Longo

Il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol (nella foto) decreta la legge marziale e poi la ritira subito dopo che l’esercito ha tentato di irrompere nel Parlamento. Questi i fatti che peraltro preoccupano Washington che nel Paese ha dislocato 25mila militari.

Seul ha una lunga tradizione di legge marziale  e di governi sostenuti dai militari, come  negli anni ’70 e ’80, quando il governo imbavagliò la stampa con tutti gli strumenti necessari, mentre agenti governativi spiavano i giornalisti stranieri tramite intercettazioni telefoniche ricattandone alcuni intrappolati in esche sessuali.

Oggi il paese è  più trasparente da quando è diventato una democrazia nel 1987 e il maldestro tentativo di colpo di stato da parte dello stesso  Yoon fallì prima che la censura i  dei golpisti riuscisse a impedire al mondo di conoscere la situazione.

Oggi proprio la stampa adombra il fatto che Yoon abbia macchinato il tentativo di golpe con elementi dell’esercitonominando proprio il generale Park An-su, capo di stato maggiore dell’esercito. Il generale al quale era stata affidata la regia del tentato golpe.

Così  martedì (3 dicembre) i militari in tenuta di combattimento hanno tentato di irrompere in parlamento per chiuderlo, ostacolati da barricate erette agll’interno dagli stessi parlamentari e dai loro staff, mentre anche il leader del partito di Yoon si ribellava contro il presidente.

Insomma Yoon avrà pure riempito l’esercito di lealisti, ma non ha protetto il suo fianco politico  che gli ha bloccato la legge marziale mobilitando l’opinione pubblica.

Tocca ora vedere seil ministro della Difesa Kim Young-Hyun– accusato dal presidente di avergli dato cattivi consigli – si dimetterà insieme ai vertici militari indebolendo ulteriormente il presidente già  altamente impopolare, a metà del suo mandato  di cinque anni e  dopo la risicata vittoria sul suo avversario del Partito Democratico.

Nel suo discorso televisivo in cui ha annunciato la legge marziale martedì sera, Yoon ha proclamato di voler salvaguardare la liberale Corea del Sud dalle minacce delle forze comuniste della Corea del Nord,e per eliminare gli elementi anti-stato che saccheggiano la libertà e la felicità del popolo.

Ammettiamo che la brillante idea della legge marziale gli sia stata suggerita dai militari, ma perché il ministro della Difesa e l’esercito sotto il generale Park hanno appoggiato il piano di Yoon finché deputati non sono insorti votando contro l’ordine presidenziale?

Rifacciamo un po di storia. Dopo l’assassinio del presidente sudcoreano Park Chung Hee,avvenuto il 26 ottobre 1979, nel Sud regnava una grande confusione. Allora  il Nord non cedette alla tentazione di muovere verso sud in unità militari abbastanza grandi da essere individuate.

Quindi le voci diffuse allora a Seul non erano altro che  vere e proprie bugie, inventate dalle forze che sostenevano il nuovo maggiore generale Chun Doo-hwannella sua presa di potere che alla fine riuscì.

Con questi precedenti  non desterebbe sorpresa  che i soldati delle forze speciali sudcoreane, incaricati di far rispettare la legge marziale, abbiano tentato di chiudere il Parlamento. Ma la differenza rispetto ai golpe del passato è che questa volta i militari non hanno rilevato movimenti insoliti da parte della Corea del Nord.

Anche il coinvolgimento importante delle forze nordcoreane nell’alimentare la rivolta di Gwangju, con centinaia di vittime avvenuta nel maggio del 1980, quando le strade di Seul erano in fiamme, è  ormai una leggenda sostenuta solo  dai fedelissimi dell’Accademia militare di Seul.

Oggi invece Yoon giustificava la legge marziale collegando, si badi bene, la Corea del Nord ad elementi “anti-stato” in patria. che stanno cercando di prendere il controllo politico della Corea del Sud. Un problema serio, sia per la Corea del Sud che per i suoi alleati, ma una giustificazione comunque non nuova come risulta dalle vicende degli anni 80 del secolo scorso.

La presidenza quinquennale palesemente pro-Nord di Moon Jae-inche intendeva aprire un dialogo con Kim, aveva   preceduto l’insediamento di Yoon alla Casa Blu senza alcuna reazione dalla Corea del Nord.

Non c’era dunque alcuna minaccia, ma era forse il momento opportuno per Yoon di sfruttare l’avversione dei suoi alleati occidentali per lo spiegamento di forze nord coreane  sulla linea del fronte di Kursk.O forse  Yoon e i militari potrebbero anche aver avuto l’intenzione di impedire a Trump di parlare di nuovo con il suo caro amico Kim, colloqui avviati nel corso del suo primo mandato.

Tuttavia  tutti questi retroscena dei commentatori internazionali e le stigma di questo passato coreano, non ci chiariscono ancora perchè Yoon abbia tirato fuori  lo stunt della legge marziale in questo particolare momento. Per cui le motivazioni appaiono puramente di politica interna.

Yoon governa contro una maggioranza di opposizione in parlamentoe litiga persino con Han, il leader del suo stesso partito. L’opposizione vuole ostacolarlo con un bilancio restrittivo, mentre deve affrontare  e ha tutti i tipi di mozioni di impeachment in corso, insieme alle accuse di corruzione contro sua moglie.

La  mossa di Yoon avrebbe potuto avere anche qualche possibilità di successo considerando che ha  riempito l’esercito di lealisti anti-nordcoreani intransigenti. Ma l’impresa è fallita.

Quindi il suo è un atto di suicidio politico e difficilmente riuscirà a rimettere assieme i  pezzi, tanto più dopo la sua immediata revoca della legge marziale perché i suoi oppositori ne trarranno vantaggio.

Mentre gli effetti sul piano della politica internazionale permangono. Washington e i suoi alleati del sud est asiatico tremano alla prospettiva della destabilizzazione politica del fedele alleato, uno dei  perni fondamentali della sua politica in estremo oriente. E l’impopolare Yoon dovrebbe restare al potere fino al 2027….

Related posts

Emergency pronta a salpare per la Libia con la nuova nave umanitaria

Redazione Ore 12

Scricchiola l’inattaccabilità dell’Islam politico in Iran

Redazione Ore 12

Israele vuole conquistare l’intera Striscia di Gaza. Il Capo dell’Idf: “Possiamo perdere i rapiti”

Redazione Ore 12