A Roma perquisizioni in corso in Campidoglio da parte della Guardia di Finanza, su indicazione della Procura di Roma che indaga sugli appalti per il rifacimento del manto stradale nella Capitale: le ipotesi di reato sono corruzione, turbativa d’asta e frode.
Sarebbero interessati anche alcuni lavori relativi al Giubileo, e coinvolti anche responsabili di Roma Capitale. Tra gli indagati anche funzionari del Comune della Capitale. In particolare, le Fiamme gialle stanno perquisendo anche la sede di Astral, società interamente partecipata dalla Regione Lazio. Sei persone risultano indagate: quattro sono dipendenti del Comune di Roma, uno appartiene alla società Astral, e due sono agenti della polizia stradale. Come detto, le indagini si concentrano sugli appalti per la manutenzione stradale, settore in cui sarebbero state distribuite tangenti sotto forma di denaro contante e offerte di lavoro. Il presunto corruttore, l’imprenditore Mirco Pellegrini, è accusato di aver elargito mazzette e garantito posizioni lavorative ai figli di funzionari del Comune e di Astral, per ottenere vantaggi nella gestione dei contratti pubblici “pilotando” una serie di appalti. L’attività della Guardia di Finanza ha riguardato gli uffici del Dipartimento dei Lavori Pubblici del Comune di Roma in via Petroselli. Mirco Pellegrini, secondo quanto riportato da La Repubblica, controllava di fatto 15 società intestate a prestanome. Secondo l’accusa, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal sostituto Lorenzo Del Giudice, i lavori svolti dalle sue aziende avvenivano al risparmio, tagliando i costi sui materiali bituminosi utilizzati per il manto stradale. Questo approccio avrebbe reso le superfici sottili e fragili, contribuendo alla rapida riapertura delle famigerate buche di Roma dopo breve tempo. Una situazione che non solo aggravava le condizioni della viabilità cittadina, ma aumentava anche la spesa pubblica per interventi di manutenzione successivi. Le modalità corruttive, secondo i magistrati, comprendevano il pagamento di tangenti in contanti e l’offerta di posti di lavoro per i figli dei dipendenti comunali e di Astral. Inoltre, le indagini hanno rivelato che Pellegrini avrebbe mantenuto una sorta di “accordo” con due poliziotti della stradale, che avrebbero consentito ai camion della sua impresa di circolare senza il rischio di sanzioni, anche quando superavano abbondantemente i limiti di peso per il trasporto di materiali edili. Come detto, l’imprenditore al centro dell’indagine della procura di Roma è Mirko Pellegrini, 46 anni, nato a Roma e residente a Frascati. L’imprenditore, secondo quanto si apprende da fonti, avrebbe costituito un’associazione a delinquere del quale è il ‘dominus’ finalizzata alla commissione di una serie di reati – turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio -, tra l’altro volti ad ottenere appalti per l’asfaltatura stradale da Roma Capitale. Secondo quanto ricostruito dalla Gdf, l’imprenditore avrebbe commesso frode nella pubblica fornitura di appalti conclusi con Roma Capitale e altri enti pubblici- ad esempio a via della Serenissima, via della Magliana e piazzale De Bosis -, non adempiendo dolosamente agli obblighi contrattuali previsti e ponendo in essere espedienti ingannevoli per far apparire l’esecuzione del contratto conforme agli obblighi assunti, con particolare allo spessore del manto di asfalto e alle qualità del materiale impiegato. Infine, il 46enne avrebbe dato o promesso utilità ai pubblici ufficiali affinché questi compissero atti contrari ai doveri d’ufficio.
