“Ritengo che la decisione assunta dal Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna di negare l’attivazione di un percorso di studi per i giovani ufficiali dell’Esercito italiano sia un atto incomprensibile e gravemente sbagliato”. Lo dichiara in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Non si tratta solo di una scelta inaccettabile, ma di un gesto lesivo – aggiunge – dei doveri costituzionali che fondano l’autonomia dell’Università. L’Ateneo, in quanto centro di pluralismo e confronto, ha il dovere di accogliere e valorizzare ogni percorso di elevazione culturale, restando totalmente estraneo a pregiudizi ideologici. Questo rifiuto implica una messa in discussione del ruolo stesso delle Forze Armate, presidio fondamentale della difesa e della sicurezza della Repubblica, come previsto dalla Costituzione”.
Per Meloni “arricchire la formazione degli ufficiali con competenze umanistiche è un fattore strategico che qualifica ulteriormente il servizio che essi rendono allo Stato. È proprio in questa prospettiva di difesa e di impegno strategico, spesso in contesti internazionali complessi, che la preparazione non può essere solo tecnica. Avere personale formato anche in discipline umanistiche garantisce quella profondità di analisi, di visione e di pensiero laterale essenziale per affrontare le sfide che alle Forze Armate sono affidate. Una preparazione completa è garanzia di professionalità per l’intera nazione. Ribadisco personalmente e a nome del Governo il pieno e incondizionato sostegno all’Esercito e alle Forze armate e condanno fermamente ogni tentativo di isolare, delegittimare o frapporre barriere ideologiche a un dialogo istituzionale così fondamentale per l’interesse nazionale”. Immediata la replica dal Partito Democratico alla Presidente del Consiglio coin il responsabile Università e ricerca Alfredo D’Attorre: “È surreale che la Presidente Meloni, alla continua ricerca di diversivi rispetto alla sua concreta attività di governo, oggi trovi il tempo e il modo di attaccare l’Università di Bologna perché il Dipartimento di Filosofia di quell’ateneo, per ragioni organizzative e di organico, non è stato in grado di rispondere positivamente alla richiesta dell’Accademia di Modena di attivare un corso triennale di Filosofia dedicato esclusivamente agli allievi ufficiali. Gli organi dell’ateneo hanno già chiarito che l’Università già collabora per altri corsi con l’Accademia militare senza alcuna preclusione, oltre a essere ovviamente aperto e interessato all’iscrizione degli allievi ufficiali ai corsi che si tengono in ateneo. Non c’è bisogno che la Meloni sottolinei l’ovvio, ovvero che sia un fatto positivo che gli allievi ufficiali possano arricchire la loro formazione con un percorso di studi filosofici. Se la Presidente del Consiglio davvero tiene al ruolo delle Università pubbliche e degli studi umanistici, lo dimostri non con polemiche prive di senso, ma smettendo di ridurre i finanziamenti al sistema universitario in rapporto al PIL, di costringere gli atenei pubblici a bloccare concorsi e assunzioni, di aumentare la precarietà dei giovani ricercatori e di favorire solo la logica di profitto degli atenei telematici privati.”
Red
