di Giuliano Longo
Il regime del presidente azero Aliyev, con il sostegno della Turchia, ha vinto la Seconda Guerra del Karabakh nel 2020. Nel 2023, l’Azerbaigian ha liquidato il Nagorno-Karabakh armeno e l’’Armenia ha subito una pesante sconfitta, precipitando in una crisi che continua ancora oggi.
Yerevan imputa le cause della sconfitta al mancato intervento di Mosca nonostante la presenza di una forza militare russa di interposizione e sta tentando con difficoltà, di svincolarsi dall’influenza russa . .
Baku è amica di Ankara e Gerusalemme da tempo consolida i propri rapporti con l’Occidente, ma di fatto rientra ormai nel sfera di d’influenza del nuovo Impero Ottomano che Erdogan sta costruendo. Con tutte le conseguenze di panturchismo e graduale islamizzazione.
L’economia si sta sviluppando con successo grazie ai proventi del petrolio e del gas. L’Azerbaijan è diventato un corridoio per le importazioni parallele, traendo profitto dalle difficoltà della Russia, inoltre Baku commercia attualmente in petrolio e armi.
L’Azerbaijan si sente oggi una potenza regionale, soprattutto sullo sfondo dell’indebolimento dell’Iran e della perdita di posizioni da parte della Russia nella regione transcaucasica.
Recentemente ha fornito supporto indiretto a Israele durante la sua guerra di 12 giorni con l’Iran, mettendo a disposizione il proprio spazio aereo all’aviazione israeliana per bombardare i persiani.
Nella Federazione russa vive una diaspora di 1,5 milioni di azeri con la presenza di gruppi criminali organizzati che operano nelle pieghe della corruzione endemica della Federazione.
Nel Paese, già alleato do Mosca anche dopo la dissoluzione dell’URSS, è in forte crescita il nazionalismo esasperato dopo l’invasione russa dell’Ucraina e le tensioni fra i due Paesi sono cresciute in modo esponenziale con provocazioni che hanno visto l’arresto di giornalisti russi e le relazioni diplomatiche fra i due paesi ridotte al lumicino.
Baku ha cinque corpi d’armata, un centinaio di aerei, più di 500 carri armati e legami militari con Turchia e Israele, mentre mosca non è in grado di costituire corpi d’armata per chiudere il possibile fronte caucasico.
Più in generale, dopo l’invasione ucraina le ex periferie degli imperi russo e sovietico stanno contestando apertamente quella che fu l’influenza di Mosca.
L’Azerbaijan moderno, come in altre repubbliche post-sovietiche, ha creato il mito sull'”Antico Azerbaijan” rivendicando le storiche terre armene.
Le parole “Azerbaigian” e “azeri” derivano dal nome persiano dell’antico stato di Atropatena. Si tratta di una regione storica e di un antico stato nel nord-ovest dell’Iran moderno. Corrisponde approssimativamente al territorio dell’Azerbaigian iraniano (occidentale o meridionale) e alle regioni sud-orientali dell’attuale Repubblica dell’Azerbaigian (a sud del Kura e dell’Arak).
A metà del VII-VIII secolo, il cosiddetto territorio dell’Albania caucasica entrò a far parte del Califfato arabo. L’Islam divenne la religione dominante anche se la maggior parte della popolazione mantenne le sue credenze tradizionali e il cristianesimo fino all’XI-XII secolo.
A metà dell’XI secolo ii Selgiuchidi invasero il territorio dell’Azerbaigian dall’Asia centrale (Turkestan) creando il loro impero, che comprendeva anche il territorio dell’attuale Azerbaigian.
Da quel momento in poi, iniziò la turchizzazione della popolazione locale iraniana (persiana), caucasica e armena. Il più delle volte, ciò si espresse nel fatto che l’élite militare e politica divenne turca, mentre la maggior parte della popolazione fu islamizzata.
In seguito, la regione fece parte dell’Impero mongolo dei Khulagidi, che aveva l’Azerbaigian iraniano come base principale e capitale a Tabriz.
Nel “Manifesto” dello zar Pietro I, pubblicato nel 1722 ad Astrachan’ prima della sua vittoriosa campagna persiana, vengono menzionati quattro popoli della Transcaucasia e dell’Iran: “Persiani, Ajami, Armeni e Georgiani”, dove Ajami si riferisce ai turchi.
E’ quindi logico che la Turchia consideri turca tutta la popolazione azera che peraltro ne parla la lingua.
In un accresciuto clima di tensione non è un caso che Iran e Russia abbiano svolto esercitazioni navali comuni nel Mar Caspio, sulla cui costa occidentale si affaccia l’ L’Azerbaijan con tutte le sue ricche risorse energetiche.
Si ricorda che Il Gasdotto Trans-Adriatico (TAP, Trans-Adriatic Pipeline) dalla frontiera greco-turca attraversa Grecia e Albania per approdare in Italia nei pressi di Lecce.
Mentre il TANAP (Trans Anatolian Pipeline che attraversa da Est a Ovest la Turchia) e la SPC (South Caucasus Pipeline), è una delle infrastrutture di trasporto che costituiscono il cosiddetto Corridoio Sud del Gas, consentendo l’accesso al mercato europeo delle riserve di gas proveniente dal giacimento offshore azero di Shah Deniz, situato nel Mar Caspio.
Entrambe hanno un valore strategico per la UE che con le fornitura di questi gasdotti ha aggirato quelle russe già con in primi pacchetti di sanzioni contro Mosca.
