Politica

Costante (Fnsi): “Una nuova legge dell’editoria per salvare giornalisti, aziende e democrazia”

La segretaria generale Fnsi alla giornata di studio promossa da Fondazione Murialdi e Fondazione Spadolini assieme al presidente Fieg, Riffeser Monti. «Necessario trovare principi condivisi su cui costruire un quadro di regole che ci consentano di affrontare il presente e immaginare il futuro», ha rilevato.

La legge che regola il settore dell’editoria compirà 44 anni il 5 agosto 2025. Intanto il mondo, anche quello dell’informazione, è completamente cambiato. E i nodi della professione oggi vanno declinati, e affrontati, alla luce delle rivoluzioni tecnologiche intercorse in quasi mezzo secolo. Per fare il punto della situazione, la Fondazione sul giornalismo italiano Paolo Murialdi e la Fondazione Spadolini Nuova Antologia hanno organizzato, mercoledì 4 giugno 2025, una giornata di studio sul tema ‘Meriti, limiti e prospettive della legge del 1981 sull’editoria’.

Moderati da Stefano Folli, giornalista e presidente dell’associazione Amici della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, e introdotti da Giancarlo Tartaglia, segretario della Fondazione Murialdi, al tavolo dei relatori si sono alternati Giampiero Spirito, presidente della Murialdi, Alberto Ferrigolo (Comitato scientifico Fondazione Murialdi), Giovanni Pascuzzi (consigliere di Stato). Il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini ha inviato un messaggio.

La legge del 1981 (la numero 416) rappresentò un punto di svolta nel settore dei media, da lunghi anni costretto a fare i conti con una crisi endemica che rese necessario un intervento, per quanto non risolutivo, fortemente voluto dall’allora presidente della Fnsi, Paolo Murialdi, presidente del Consiglio il giornalista e statista Giovanni Spadolini.

«Oggi viviamo in un’altra era geologica, ma il quadro normativo è ancora dato da quella legge e delle numerose modifiche e integrazioni arrivate nel corso degli anni», ha notato la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, aprendo il suo intervento.

Presente anche il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, che pure ha posto l’accento sulla «rivoluzione colossale» degli ultimi 25 anni. «Tutta la filiera deve capire come agevolare soluzioni per rilanciare il settore – il messaggio del presidente degli editori – Noi chiediamo stabilità finanziaria per pianificare gli investimenti e regole previse per i social e big della rete».

Alla segretaria generale Costante il compito di tirare le somme della giornata, e dello stato di salute del settore. Il rapporto, difficile, con gli Over the top, l’avvento dell’Intelligenza Artificiale in redazione, una categoria che diventa sempre più precaria e anziana: sono solo alcuni dei nodi da sciogliere per dare respiro a un mondo dell’informazione che continua a lottare contro leggi bavaglio e querele temerarie, per una riforma della diffamazione a mezzo stampa che non arriva.

«La legge sulla stampa è del 1948, quella dell’Ordine del 1963, la 416 del 1981: come possiamo pensare di governare il cambiamento? Servono leggi adeguate ai nostri tempi. E servono risorse certe, con parametri chiari ma elastici per garantire la sopravvivenza di un settore che resta pilastro della democrazia», ha osservato Costante, che ha concluso: «Quello di cui abbiamo bisogno, anche alla luce delle trattative in corso per il rinnovo contrattuale, è trovare principi condivisi su cui costruire insieme, giornalisti editori e istituzioni, un nuovo quadro di regole che ci consentano di affrontare il presente e immaginare il futuro».

Fonte Fnsisocial

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