Dopo il pesante taglio effettuato lo scorso aprile, la Banca d’Italia ha confermato le previsioni di crescita economica per la Penisola: più 0,6% del Pil quest’anno, più 0,8% il prossimo, cui dovrebbe seguire un più 0,7% nel 2027. Con un comunicato, l’istituzione precisa che queste stime utilizzano una metodologia concordata a livello di Eurosistema delle Banche centrali usando dati destagionalizzati e corretti per il numero di giornate lavorative. Senza queste correzioni le previsioni di crescita sono dello 0,5% su quest’anno, dello 0,9% per il prossimo e dello 0,7% sul 2027, anche in questo caso confermate rispetto alle stime precedenti.
Secondo Bankitalia il Pil aumenterà in misura marginale nel trimestre in corso e in quello estivo, frenato dagli effetti diretti e indiretti dei dazi, e in misura lievemente più sostenuta in seguito, beneficiando soprattutto dell’andamento favorevole dei consumi che continuerebbero a espandersi, sostenuti dal buon andamento del potere d’acquisto delle famiglie e dalla riduzione dei tassi di interesse. Gli investimenti sarebbero frenati dall’elevata incertezza e dal ridimensionamento degli incentivi all’edilizia residenziale, ma beneficerebbero dei progetti legati al Pnrr e della graduale riduzione dei costi di finanziamento.
Le esportazioni diminuirebbero nell’anno in corso e tornerebbero a espandersi solo dal prossimo, ma meno della domanda estera ponderata per i mercati di destinazione a causa della perdita di competitività indotta dall’apprezzamento del tasso di cambio. Le importazioni crescerebbero in misura maggiore, in particolare quest’anno, sostenute dalla tenuta della domanda interna. L’occupazione continuerebbe a crescere, ma a ritmi inferiori a quelli del prodotto. Ne deriverebbe un leggero recupero della produttività del lavoro. Il tasso di disoccupazione calerebbe marginalmente, portandosi al 6% nel 2027. Per quanto riguarda l’inflazione, si collocherebbe all’1,5% in media quest’anno e il prossimo.
