Medicina

Da Omceo Roma un opuscolo sui diritti dei pazienti affetti da tumore. Mirri: “Documento dinamico”

Un opuscolo informativo, strutturato informaticamente per essere sempre aggiornato in tempo reale, al servizio dei pazienti e delle pazienti oncologiche, delle loro famiglie ma anche dei medici. Un documento nato con l’obiettivo di ‘vedere’ la radioterapia dalla parte del paziente oltre che del medico. È il testo informativo dal titolo ‘Ci prendiamo cura dei tuoi diritti’, realizzato dalla Commissione Radioterapia dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma, coordinata dalla dottoressa Maria Alessandra Mirri, direttore della Uoc di Radioterapia della Asl Roma 1 e direttore del Dipartimento Oncologico della Asl Roma 1. “L’opuscolo- spiega la dottoressa Mirri- si sofferma sui principali strumenti di tutela e supporto a disposizione dei pazienti oncologici: dal diritto a una pensione di invalidità alla legge sull’oblio, fino a una serie di facilitazioni economiche, permessi e congedi, prestazioni pensionistiche e agevolazioni fiscali. Facilitazioni che esistono ma che spesso non sono conosciute”. Per il momento l’opuscolo è consultabile sul sito dell’Omceo Roma in formato pdf (https://sway.cloud.microsoft/IoOWVVMn00Foz6Sv?ref=Link), e presto verrà pubblicata la versione elettronica. “Questo- spiega la dottoressa Mirri- permetterà a chi si è occupato di realizzare questo importante lavoro di aggiornare il testo in tempo reale aggiungendo eventuali nuove informazioni utili per i malati oncologici e per noi medici. Dunque, non si tratta di un documento statico bensì dinamico, pronto a essere modificato, ad esempio, quando cambiano le leggi”. “Il nostro augurio- afferma inoltre Mirri- è che l’opuscolo sia utile anche per i medici di medicina generale e per gli altri specialisti, perchè anche noi della Commissione durante la stesura del documento abbiamo appreso alcuni aspetti che non conoscevamo: a esempio, le riduzioni per il prezzo dell’abbonamento ai mezzi pubblici”.  Per quanto riguarda poi la radioterapia, quando si irradiano distretti contenenti strutture con alta radiosensibilità, quali quello della testa-collo, sede degli organi deputati alla deglutizione, quello dell’intestino o quello della pelvi, che ospitano la vescica, le anse intestinali e il retto, è sempre molto utile se non mandatorio instaurare una ‘una terapia di supporto’ per prevenire la comparsa o limitare l’entità degli effetti collaterali legati alla irradiazione. “Molti dei prodotti utilizzati per le ‘terapie di supporto’- sottolinea l’esperta- non sono compresi tra i farmaci passati dal Sistema sanitario nazionale: questo comporta un esborso ‘out of pocket’ importante che non tutti possono permettersi, con conseguente necessità di interrompere momentaneamente il ciclo di radioterapia, quando è ormai scientificamente provato che ogni interruzione di un trattamento radiante comporta una perdita di controllo locale che si traduce anche in una maggiore frequenza di recidive.

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