“Oggi, la più alta bandiera dell’Islam è nelle mani dei palestinesi e del popolo di Gaza e, grazie alla loro resistenza, è stato preparato il terreno più che mai per la promozione dell’Islam”. Lo ha affermato la Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, durante un incontro a Teheran con il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, e del segretario generale della Jihad islamica palestinese, Ziad al-Nakhalah. Secondo quanto riferisce Irna, Haniyeh ha affermato che “oggi, 300 giorni dopo l’inizio della guerra di Gaza, siamo ad un punto sensibile e storico ed è tempo che le forze della resistenza consolidino il loro eroismo e la loro vittoria”. Da parte sua, Al-Nakhalah ha sottolineato che l’unità di Hamas e della Jihad islamica palestinese e la cooperazione tra i gruppi del “fronte della resistenza” sono nelle loro migliori condizioni. Haniyeh e al-Nakhalah si trovano a Teheran per partecipare alla cerimonia di insediamento del presidente eletto in Iran, Massoud Pezeshkian. Davanti a tutto questo non poteva mancare la posizione dell’Iran che“elogia la resistenza dei coraggiosi combattenti di Hezbollah contro le aggressioni e i crimini del regime sionista e continuerà a sostenere i movimenti di resistenza, come un dovere islamico e una politica di principio della Repubblica islamica”: lo ha detto ieri sera il presidente Massoud Pezeshkian durante un incontro con Naim Qassem, il vice del leader di Hezbollah, che si trova a Teheran per partecipare alla cerimonia di giuramento del nuovo presidente. “Il sostegno fornito dagli Stati Uniti e da alcuni Paesi occidentali ai crimini dei sionisti è un’altra macchia sul bilancio dei diritti umani di questi Paesi”, ha aggiunto. Secondo la tv di Stato, Qassen ha affermato che grazie al lavoro della “resistenza, il regime sionista sarà certamente sconfitto”.
aggiornamento la crisi mediorientale ore 15.16
