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Questa settimana i leader europei si stanno precipitando a Davos per l’annuale Forumeconomico mondiale. La loro ansia è alimentata dalle loro economie in difficoltà e dalsecondo mandato di Donald Trump , di qui all’ordine del giorno fra le alpi svizzere temicome ci sono “Europa può trovare i soldi”, “Dibattito sui dazi”, “Come proiettare lapotenza dell’Europa” e “Diplomazia in mezzo al disordine”.Trump sta spingendo gli europei a fare una scelta: o piegarsi alla sua volontà sganciandosicompletamente dalla Cina oppura lasciare che Trump se la sbrighi da solo menttendo allaprova i singoli stati dell’Unione che potrebbero affrontare una ritorsione del Tycoon propriosu dazi alle loro merci.Molti governi dell’Unione Europea stanno affrontando turbolenze politiche ed economichecon grandi difficoltà a far ripartire l’economia, mentre le casse vuote, la burocrazia gravosa,gli alti tassi di interesse e la crisi del costo della vita, rallentano l’innovazione aziendale (e iconsumi), essenziali per competere con i rivali cinesi e americani.La Francia ha già avuto 4 primi ministri diversi in un anno con una impasse di bilancio e undeficit in crescita, e sta ormai sul limite di un crisi economica. La Germania, alle prese con lasua crisi di bilancio, ha registrato un calo del prodotto interno lordo per il secondo annoconsecutivo ( trascinando con sé il resto dell’UE. Il suo leader profondamente impopolare, ilcancelliere Olaf Scholz, è stato costretto a indire elezioni anticipate a febbraio che è quasicerto di perdere.Particolarmente Germania e Francia sono nel mirino di Trump , che minaccia di imporretariffe su tutto, dalle automobili agli alcolici e ai prodotti farmaceutici, in risposta ai lorosurplus commerciali nei confronti degli Stati Uniti.,7 miliardiE non saranno solo i dazi sui prodotti europei a minacciare gli interessi economici dell’UE. SeTrump manterrà la promessa di imporre tariffe del 60% a Pechino rimodellerà i flussicommerciali globali, portando a un’ondata di prodotti cinesi a basso prezzo scaricati nell’UE:una condanna a morte per i suoi colossi manifatturieri già in difficoltà.Le forze di frammentazione che si stanno manifestano influenzando le relazionigeoeconomiche e geopolitiche, sono al centro dell’agenda non ufficiale di Davos, dove moltileader europei che ormai assistono a cambiamenti nelle catene di fornitura, cambiamenti neiflussi commerciali, mentre l’intero panorama globale si rimodella.C’è che anche preoccupa gli europei è che dopo aver convinto un’UE riluttante a schierarsidalla sua parte con il suo programma anti-Pechino, il volubile Trump possa fare dietrofront efinire per coalizzarsi contro il blocco con il suo “caro amico” Xi Jinping, Il fatto del suodecreto sulla sospensione di Tik Tok e l’invito al suo CEO a Capitol Hill, potrebbero essereun segnale significativo.Nel 2020, dopo anni di crescente ostilità durante il primo mandato di Trump, Washington ePechino stipularono ad esempio un accordo per aumentare le esportazioni statunitensi verso
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la Cina e ad allentare la guerra commerciale. Ora Trump si affida in qualche modo a Elon
