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Dazi, guerre e leccate internazionali: l’arte di fingere che tutto vada bene (mentre brucia tutto)

Orwell (nella foto) diceva “La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza.”
di Riccardo Bizzarri (*)

Viviamo in un’epoca straordinaria: le guerre ci sono, ma è come se non ci fossero. Non si vedono, non disturbano, non fanno rumore. Sono come la muffa dietro il divano: invisibili finché non ti cade addosso il muro. L’Ucraina? È ancora lì. Ma pare abbia finito l’abbonamento ai titoli di testa. Gaza? Fantasma. Le bombe cadono, ma nessuno ascolta. Troppa competizione: i grafici dello spread parlano più forte.

Eppure, si direbbe che l’indifferenza globale non sia casuale. È studiata. Calibrata. Economicamente funzionale. Perché diciamolo: delle guerre non frega nulla a nessuno, finché non interferiscono con i mercati. Le guerre fanno male solo se colpiscono le borse. Non le persone. Le persone si seppelliscono, le borse no.

Per capire il senso del momento, basta guardare il grande spettacolo messo in scena da Donald Trump che ha rispolverato un antico principio di strategia da bar: quando sei circondato, colpisci il più grosso, sperando che gli altri si spaventino. In pratica, ha preso a testate la Cina, mentre alzava le spalle verso il resto del mondo con l’aria di chi ti ha appena rigato la macchina e ti chiede pure il caffè.

Ma niente panico: ha concesso una “pausa di riflessione” di 90 giorni. Tipo fidanzato narcisista che ti molla dicendo “è per il tuo bene”.

Nel frattempo, ha lasciato i dazi al 10% e ha comunicato il tutto con la consueta delicatezza:
E come un poeta moderno Trump afferma “Questi paesi ci stanno leccando il culo… faranno qualunque cosa!”

Insomma, l’America chiude i rubinetti, mena sberle economiche, e intanto si gode lo spettacolo dei paesi occidentali che si contendono il privilegio di una telefonata con il Presidente. Una specie di Sanremo delle suppliche diplomatiche.

Groucho Marx affermava : “La politica è l’arte di cercare guai, trovarli ovunque, diagnosticarli male e applicare i rimedi sbagliati.”

Nel frattempo, la guerra in Palestina è stata archiviata come se fosse una stagione scomoda di una serie TV che ha perso ascolti. Sappiamo che c’è, ma non la guardiamo più. Fa male alla brand identity. Mette disagio nei salotti buoni. Non è instagrammabile. E l’Ucraina? Dopo due anni di bombardamenti, è passata di moda. Ora si parla di inflazione, intelligenza artificiale e del povero Davide Barzan!

Le guerre, nel mondo di oggi, servono solo se producono qualcosa. Distruggere serve solo a ricostruire. A rilanciare il PIL. A far lavorare le imprese. A vendere cemento. Le guerre sono ormai solo occasioni di sviluppo. Hanno perso l’anima tragica, sono diventate strumenti. E gli esseri umani? Marginali. Quasi fastidiosi.

Anche perché la storia, oggi, è troppo complicata. Non si scrolla facilmente. Non ha un algoritmo amichevole. E allora meglio dimenticarla, censurarla, silenziarla. Come si fa con i report scomodi o con i commenti su Facebook. Così lasciamo fare

E chi osa ancora pensare che le guerre siano cose serie, che meritino attenzione, viene guardato come un tipo strano. Un guastafeste. Un nostalgico della democrazia partecipata. “C’è la guerra? Uff, ma proprio ora che stavamo investendo in obbligazioni a lungo termine?!”

E allora avanti, nel grande ballo geopolitico dove tutti fingono di sapere i passi, ma nessuno sa chi dirige l’orchestra. L’economia detta il ritmo, e i leader mondiali si muovono come spaventapasseri nel vento. Alcuni leccano. Altri si fanno leccare. Qualcuno applaude. Ma nessuno, davvero, si guarda attorno e dice: “Aspetta… non è che forse stiamo sbagliando qualcosa?”

“La quarta guerra mondiale si combatterà con le pietre.” diceva Albert Einstein

Sperando che nel frattempo la terza non si giochi interamente sulla Borsa di New York, mentre le bombe cadono in silenzio e i titoli di giornale parlano d’altro. Con buona pace dei morti, delle macerie, e di chi pensava ancora che la politica fosse una cosa seria.

(*) Giornalista

aggiornamento dazi ore 14.29

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