“I dazi non riguardano solo me, ma ogni singola azienda in America, soprattutto le piccole imprese”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Owen Schwartz, 67 anni, fondatore di V.O.S. Selections, importa vini, distillati e saké da 14 Paesi, che fatto causa al governo Usa, lo scorso aprile, contro i dazi voluti da Trump.
“È stata una minaccia esistenziale. Un giorno dazi del 10%, il giorno dopo del 200% solo perché a qualcuno non piace uno spot televisivo o il colore di una cravatta. E adesso tutti stanno cercando di capire cosa succede”, afferma, evidenziando che nessuno sa ancora con certezza cosa accadrà anche dopo l’annuncio i Trump che ha imposto dazi del 15% con un’altra legge, la Section 122, per 150 giorni.
“So che uno degli avvocati che ci ha assistito ora sta contestando la Section 122. Noi non siamo coinvolti e credo nemmeno il Liberty Justice Center, che ci assisteva pro-bono e si occupa di casi costituzionali – aggiunge – Non so i dettagli ma per quello che capisco sono leggi che prevedono maggiori restrizioni, serve una precisa ragione e può essere respinto dal Congresso”.
“Questa amministrazione ha fatto traballare la Costituzione, che dice chiaramente che il Congresso ha il diritto di imporre le tasse. E sì, la Section 122 consentirà all’esecutivo in certe circostanze di imporre alcuni dazi in modo molto limitato, ma speriamo che ora il Congresso intervenga, e pure i leader delle grandi aziende: finalmente dovrebbero farsi avanti e dire: ‘È un male per noi’. Non parlano per paura”, sottolinea.
