Esteri

Dazi: in vigore nuove tariffe Usa su 60 paesi e 99% importazioni

Il presidente statunitense Donald Trump sta procedendo con l’introduzione di nuovi dazi a doppia cifra nei confronti di decine di partner commerciali degli Stati Uniti. Succede allo scadere delle misure tariffarie provvisorie che aveva imposto in seguito a una pesante sconfitta subita presso la Corte Suprema.

Gli Stati Uniti applicheranno dazi compresi tra il 10% e il 12,5% sulle importazioni provenienti da 60 partner commerciali – responsabili del 99% delle importazioni statunitensi – accusandoli di non aver applicato adeguatamente i divieti sui prodotti realizzati tramite lavoro forzato. “Gli Stati Uniti applicano un divieto di importazione per i beni prodotti con lavoro forzato da quasi un secolo e lo fanno con rigore; è ormai giunto il momento che anche i nostri partner commerciali facciano lo stesso”, ha dichiarato il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer.

I nuovi dazi entrano in vigore proprio mentre scadono le tariffe temporanee del 10% applicate a livello globale. Trump aveva fatto ricorso a tali misure provvisorie dopo che, a febbraio, la Corte Suprema aveva annullato i dazi precedentemente introdotti. Ora Trump punta su dazi di natura più duratura, avvalendosi della Sezione 301 del Trade Act del 1974; tale norma consente al Presidente di imporre tasse all’importazione e altre sanzioni contro i paesi che adottano pratiche commerciali definite “ingiustificabili”, “irragionevoli” o “discriminatorie”. Trump aveva già utilizzato la Sezione 301 per imporre pesanti dazi alla Cina durante il suo primo mandato, misure che avevano superato indenni le contestazioni legali. Su quanto deciso a Washington non si registra alcuna preoccupazione nell’Unione Europea, che così commenta quanto sta accadendo

Ue: “Decisione in linea con accordo con Usa, avanti con dialogo”

“L’Unione europea prende atto della pubblicazione da parte degli Stati Uniti delle misure correttive definitive adottate nell’ambito dell’indagine ai sensi della Sezione 301, relativa all’inerzia nell’affrontare il commercio di merci prodotte con il lavoro forzato. Queste misure stabiliscono un’aliquota tariffaria omnicomprensiva del 10% per l’Ue e reintroducono le esenzioni tariffarie aggiuntive per l’Ue, come quelle per il sughero e i diamanti, che si aggiungono a quelle già previste per aeromobili e componenti, farmaci generici e principi attivi. L’Ue osserva positivamente che tale esito è in linea con gli impegni tariffari assunti dagli Stati Uniti nell’ambito della Dichiarazione congiunta Ue-Usa”.

Lo dice il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill. “Ciò – aggiunge il portavoce – fornisce inoltre un impulso positivo per proseguire il lavoro di esplorazione di ulteriori esenzioni tariffarie e per approfondire la cooperazione in un’ampia gamma di settori, tra cui i sistemi di gestione dei rischi, la sicurezza economica, l’intelligenza artificiale e le questioni digitali, solo per citarne alcuni. L’Ue ha già adempiuto ai propri obblighi, poiché gli impegni tariffari dell’Ue sono entrati in vigore il 1° luglio 2026. Guardando al futuro, l’Ue si aspetta che gli Stati Uniti continuino a rispettare i termini della Dichiarazione congiunta Ue-Usa, anche per quanto riguarda eventuali misure correttive previste da ulteriori indagini ai sensi della Sezione 301. Ciò è essenziale per continuare a garantire ai nostri rispettivi mercati la stabilità e la prevedibilità di cui hanno tanto bisogno”. Il portavoce sottolinea poi che “continueremo a collaborare con l’Amministrazione statunitense per garantire che gli Stati Uniti rispettino pienamente i propri impegni”.

Red

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