La Cina “si oppone a ogni forma di dazi unilaterali”. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, in risposta all’ultima serie di aumenti dei dazi annunciata dal presidente Usa Donald Trump per 60 Paesi in relazione ad accuse di non avere applicato adeguatamente il divieto sui beni prodotti con lavoro forzato. I nuovi dazi – che vanno dal 10% al 12,5% – sono entrati in vigore proprio mentre, alle 00:01 di venerdì ora locale, scadevano i precedenti dazi provvisori imposti da Trump. “Le guerre tariffarie e commerciali non servono agli interessi di nessuna delle parti”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese. Le tensioni commerciali hanno offuscato i rapporti fra Cina e Stati Uniti, due delle più grandi economie mondiali, poiché i pesanti dazi imposti da Trump in occasione di quello da lui definito ‘Liberation Day’ hanno provocato un brusco calo delle esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti. Trump e il leader cinese Xi Jinping, che a metà maggio a Pechino avevano concordato di istituire nuovi comitati per il commercio e gli investimenti, dovrebbero incontrarsi nuovamente a settembre.
Pechino inserisce 14 entità Ue in lista controlli su esportazioni, 2 italiane
La Cina ha annunciato poi annunciato la decisione di inserire 14 entità dell’Ue nel suo elenco di controllo delle esportazioni con effetto immediato, citando la necessità di salvaguardare la sicurezza e gli interessi nazionali e di adempiere agli obblighi internazionali in materia di non proliferazione. L’annuncio è stato dato dal ministero cinese del Commercio (Mofcom), spiegando che agli operatori del settore delle esportazioni è vietato esportare prodotti a duplice uso verso tali entità, mentre alle organizzazioni e ai soggetti privati all’estero è vietato trasferire o fornire loro beni a duplice uso di origine cinese. Qualsiasi attività in corso in tal senso deve essere interrotta immediatamente, si legge nell’annuncio del ministero. Le 14 entità inserite nell’elenco dei controlli sulle esportazioni, secondo quanto riferito dal ministero, sono: Lafert S.p.A. e Garnet S.r.l. dall’Italia; Sindlhauser Materials GmbH, Rheinmetall AG e Antraco Chemie-Handelsgesellschaft mbH dalla Germania; InPACT S.A., III-V LAB e Cavok UAS dalla Francia; Vigo Photonics S.A. e Politechnika Wroclawska dalla Polonia; IHC Merwede Holding B.V. dall’Olanda; TATRA TRUCKS a.s. dalla Repubblica Ceca; Opticoelectron Group dalla Bulgaria; Ekspla UAB dalla Lituania. Il Global Times evidenzia che la decisione giunge dopo che l’Ue ha annunciato il suo 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia in relazione alla guerra in Ucraina, inserendo 14 imprese della Cina continentale e di Hong Kong nella propria lista delle sanzioni.
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