Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha dichiarato che se non si raggiungerà un accordo con gli Stati Uniti nei prossimi giorni, i dazi – fino al 50% – annunciati all’inizio di aprile e poi sospesi in attesa dei negoziati, entreranno in vigore il primo agosto. In precedenza si era parlato della scadenza del 9 luglio per l’introduzione di questi dazi punitivi, fino a quando venerdì scorso il presidente Donald Trump aveva detto, senza fornire ulteriori dettagli, che i Paesi interessati avrebbero iniziato a pagare le nuove tariffe dal prossimo primo agosto. Trump aveva inoltre spigato di avere già firmato 12 lettere da spedire al più presto, probabilmente lunedì. Finora, l’amministrazione statunitense ha presentato accordi con il Regno Unito e il Vietnam, mentre Washington e Pechino hanno concordato per il momento di abbassare temporaneamente i dazi sui rispettivi prodotti. Con l’avvicinarsi della scadenza del 9 luglio, Trump ha ripetutamente affermato che intende informare i Paesi delle tariffe statunitensi inviando loro delle lettere. Ma soprattutto per l’Unione Europea, si apre un altro fronte, questa volta dalla Cina. Il ministero del Commercio cinese ha deciso infatti di imporre dazi antidumping compresi tra il 27,7% e il 34,9% sull’importazione di brandy dall’Ue, a partire dal 5 luglio, per un periodo di cinque anni.
La motivazione è che, secondo Pechino, il brandy importato dall’Ue rappresenti un caso di dumping, cioè quando un’azienda vende un prodotto all’estero a un prezzo inferiore rispetto al prezzo praticato nel suo mercato interno. Il 5 gennaio 2024, il Ministero del Commercio aveva avviato un’inchiesta antidumping sul brandy importato in contenitori di capacità inferiore a 200 litri provenienti dall’Ue. Ciò è avvenuto alcuni mesi dopo l’avvio di indagini da parte di Bruxelles sui sussidi dati dal governo cinese alle auto elettriche. Una decisione che ha portato all’adozione di dazi aggiuntivi alle importazioni di e-car made in China fino al 35%. A partire dall’11 ottobre 2024, la Cina aveva imposto dazi antidumping provvisori sulle importazioni di brandy dall’UE, con aliquote variabili a seconda del produttore, ad esempio:
- Jas Hennessy & Co.: 39%;
- Rémy Martin: 38,1%;
- Martell: 30,6%.
Queste misure hanno avuto un impatto significativo sulle esportazioni europee, in particolare francesi, poiché la Francia rappresenta circa il 99% delle esportazioni di brandy verso la Cina. Nel 2022, l’export di cognac ha raggiunto un valore di 773 milioni di euro.
