di Piero Bevilacqua (*)
Oggi, anno Domini 2026, le fonti dell’egemonia americana appaiono disseccate. La scienza economica neoliberista si mostra in tutta la vastità dei suoi fallimenti sociali, ambientali e umani. Un trentennio di sfrenamento capitalistico neoliberista ha dato vita a giganti monopolistici transnazionali, a concentrazioni abnormi di ricchezza finanziaria, disuguaglianze e sacche di povertà senza precedenti. La concentrazione del capitale ha raggiunto vertici mai toccati prima e inferto al pianeta danni senza precedenti e forse irreversibili. Ma soprattutto ha inferto uno scacco storico a tutti i poteri statuali dell’Occidente e alle loro élites: la sovranità della politica e dello Stato è stata soppiantata. Il potere laico e autonomo di governo degli Stati-nazione, che per secoli era stato distinto e superiore a quello religioso, economico e militare, è stato privatizzato dalle potenze elette del denaro. All’autorità dello Stato si è sostituita quella di oligarchie onnipotenti. Non si comprende la dissoluzione del diritto internazionale se non si mette in conto l’assoggettamento subito dagli esecutivi nazionali ad opera dei grandi aggregati di ricchezza, che aggirano parlamenti, divisione dei poteri, costituzioni. Sono tali potenze transnazionali che dettano le regole al ceto politico eletto nelle democrazie rappresentative. I dirigenti dei grandi partiti di massa sono infatti diventati ceto politico, svolgono un mestiere, occupano un limitato segmento nella divisione del lavoro del sistema capitalistico. Avendo scelto, per debolezza e convenienza, di spezzare il loro antico legame con la classe operaia e i ceti popolari, perdendo la capacità contrattuale che dava loro il consenso organizzato di massa, sono privi di forza e di visione, vivono alla giornata, in balia degli interessi privati contraddittori a cui si appoggiano.
D’altra parte, la cultura materiale americana ha esaurito il suo fascino con le ultime mirabilia dei prodotti digitali, ormai insidiate da quelle della Cina, della Corea, ecc. Ma la rottura più grave è avvenuta su un altro piano. Il carisma degli USA, Stato modello di democrazia e libertà, superba costruzione culturale delle élites, è svanito da un pezzo, nonostante la totalitaria manipolazione mediatica: crollato sotto i colpi della ricerca storica e della evidente trasformazione oligarchica del potere americano.
Da anni, per merito soprattutto di grandi giornalisti e storici americani, come William Blum, Vincent Bevins e di tanti altri, è emerso alla conoscenza pubblica il ruolo segreto che gli USA hanno avuto nel muovere guerra e rovesciare governi sovrani, spesso attraverso massacri di popolazione civile, dall’Iran (1953) al Guatemala (1955), dalla Repubblica Democratica del Congo (1960) a Cuba (1961), dal Brasile (1965) all’Indonesia (1958, 1965), dal Vietnam (1965-75) al Laos e alla Cambogia (1965-73), dal Cile (1973) a Grenada (1983) a Panama (1989). Tutte operazioni degli anni della guerra fredda.
E per brevità trascuriamo ogni cenno alle innumerevoli ingerenze nella vita politica degli Stati, ai colpi di Stato falliti, alle pratiche di strozzinaggio, ricatto, vessazioni con cui, tramite il potere del dollaro, imprese private e Stato USA hanno segretamente tiranneggiato un po’ tutti i governi e le economie di gran parte del mondo.
Oggi queste scoperte si sono estese in forme senza precedenti per effetto di una molteplicità di eventi a partire dal nuovo millennio. Fondamentali le guerre dispiegate e sanguinose contro l’Afghanistan, l’Iraq, la Libia, l’appoggio incondizionato a Israele in tutte le azioni militari in violazione dell’ONU. Ma è stato il conflitto in Ucraina, che la rombante propaganda atlantica voleva far nascere il 24 febbraio 2022 con l’invasione da parte della Russia, a segnare un punto di svolta. Esso ha spinto centinaia di analisti a rintracciarne le cause storiche e ad aprire una corrente di studi sulle guerre segrete degli USA e della NATO, scoprendo una continuità storica che fa sistema: dalla distruzione della Repubblica Socialista di Jugoslavia, alla fine del secolo scorso, alla Siria nel 2011 fino alla dissoluzione di questo antichissimo paese come entità statale nel 2024. E ora, inizio 2026, con un atto di gangsterismo internazionale, l’attacco al Venezuela.
(*)Storico e scrittore- 3 Segue
