Donald Trump era pronto a ordinare un attacco contro l’Iran mercoledì e aveva chiesto al Pentagono di prepararsi. Ma l’ordine – riporta il Wall Street Journal – non è mai arrivato. Trump ha rinunciato al raid complice anche la mancanza di asset militari adeguati nell’area e il pressing di Israele e dei paesi arabi. A pesare anche il timore che un attacco avrebbe potuto prolungare il conflitto. Gli ufficiali americani sono andati a dormire aspettandosi di ricevere l’ordine finale e colpire mercoledì. Ma l’ordine – riporta il Wall Street Journal – non è mai arrivato: alle prese con punti di vista alternativi e divergenti all’interno dell’amministrazione sulla certezza della caduta del regime, Trump ha rinunciato al raid complice anche la mancanza di asset militari adeguati nell’area e il pressing di Israele e dei paesi arabi. A pesare anche il timore che un attacco avrebbe potuto prolungare il conflitto.
“Nessuno mi ha convinto. Mi sono convinto da solo” a non attaccare l’Iran. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump parlando ai giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per la Florida, rispondendo a una domanda su ruolo degli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente. Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno svolto nei giorno scorsi un ruolo di mediazione per cercare una soluzione diplomatica alla crisi iraniana. Trump ha dichiarato di essersi “convinto” a rimandare un’azione militare contro l’Iran, in parte perché Teheran ha dichiarato di voler annullare le esecuzioni programmate dei manifestanti detenuti.
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