Esteri

Gli accordi di sicurezza USA con la Corea del Sud vengono ridisegnati

di Balthazar

La stabilità dell’Asia nordorientale si basa  su due accordi strategici con la Corea del Sud e il Giappone, stipulati durante la guerra di Corea e formalizzati in trattati di sicurezza.

La Corea del Sud fu costretta ad accettare la divisione di fatto del Paese in cambio di un trattato e con la permanente  presenza di forze terrestri statunitensi per difendersi da qualsiasi minaccia di attacco da parte della Corea del Nord.

Al Giappone invece gli Stati Uniti fornivano un ombrello di sicurezza consentendogli di concentrarsi sulla ripresa economica. In cambio Tokio forniva basi e infrastrutture che consentivano alle forze aeree, navali e di fanteria di marina statunitensi di proiettare la propria potenza a livello regionale e globale.

Entrambi gli accordi si basavano su una deterrenza prolungata nel caso   gli Stati Uniti avessreo usato la forza – comprese le armi nucleari se necessario – per proteggere i propri alleati. Tale impegno ha anche ridotto gli incentivi per Corea del Sud e Giappone a sviluppare i propri arsenali nucleari.

Trump invece  crede in una versione molto diversa di questi accordi come delineata  nei due documenti sulla Strategia per la Sicurezza Nazionale (NSS) di fine novembre dello scorso anno e fine gennaio di quest’anno.

I due documenti dell’amministrazione Trump immaginano una situazione nell’Asia nordorientale e nel Pacifico occidentale in cui la Corea del Sud ha la responsabilità principale della difesa contro un potenziale attacco nordcoreano.

Le forze statunitensi vengono ora  ridistribuite con una missione rivolta principalmente  alla Cina, con potenziale utilizzo in situazioni come un’emergenza a Taiwan.

Sia la Corea del Sud che il Giappone sono spinti non solo a spendere molto di più in armamenti, ma anche a concentrare le proprie risorse per difendere la  la catena di isole del mar cinese  piuttosto che i propri territori.

L’ NSS non contiene alcun riferimento alla difesa statunitense di Corea e Giappone, né a impegni di deterrenza, ma esorta invece i due Paesi  ad aumentare la spesa per la difesa, concentrandosi sulle capacità necessarie per scoraggiare la Cina e proteggere la Prima Catena di Isole..

Non viene menzionata nemmeno la nuova alleanza strategica tra Corea del Nord e Russia, nonostante Mosca sia in grado di migliorare notevolmente il programma di armi di distruzione di massa di Pyongyang. Inoltre il documento attenua  la potenziale minaccia cinese, concentrandosi principalmente sui termini economici.

Secondo i documenti recentemente elaborati la Cina, con il suo rafforzamento militare, ma piuttosto una potenza emergente che deve essere bilanciata dagli Stati Uniti e dai suoi alleati. Anche se riconoscono che la Corea del Nord rappresenta una “minaccia militare diretta” per la Corea del Sud e il Giappone e che Seul deve rimanere vigile contro la minaccia di invasione.

Sebbene si accenni alla capacità nucleare della Corea del Nord, non si fa alcun accenno al ruolo dei quasi 30.000 militari statunitensi di stanza in Corea del Sud che “è in grado di assumersi la responsabilità primaria di dissuadere la Corea del Nord con un supporto statunitense fondamentale ma più limitato“.

Il Sottosegretario alla Difesa statunitense per la Politica, Elbridge Colby nel corso della sua recente visita a Seul ha elogiato la spesa per la difesa della Corea del Sud, definendo il Paese un “alleato modello“, ma senza una sola parola sulla Corea del Nord, al suo potenziamento nucleare e missilistico, al suo asse militare con Mosca o all’impegno degli Stati Uniti, durato settantatré anni, per la sua difesa.

La Casa Bianca avrebbe ordinato a Colby di omettere la Corea del Nord dai suoi commenti pubblici, nel tentativo di convincere il leader nordcoreano Kim Jong-un a incontrare nuovamente Trump.

Probabilmente è anche in questo contesto  che Trump avrebbe minacciato dazi più elevati per Seul,  apparentemente perché l’Assemblea Nazionale sta procedendo a rilento nell’approvazione dell’accordo commerciale stipulato lo scorso anno.

Una coincidenza temporale fra la minaccia di Trump e la visita di Colby  che ha fatto nascere l’ipotesi di una mossa tariffaria intesa a rafforzare il messaggio di difesa dello stesso Colby.

Un impegno minore da parte degli Stati Uniti potrebbe accelerare i tempi necessari affinché le forze sudcoreane assumano il controllo operativo sulla penisola e offrire loro la possibilità di arricchire il combustibile nucleare per e incentivare la tecnologia dei nuovi

In apparenza, le alleanze degli Stati Uniti con la Corea del Sud e il Giappone rimangono intatte e gestibili, ma dietro questa apparente solidarietà, i tentativi di Trump per ridefinire gli accordi di sicurezza nel Nord-est asiatico, stanno creando crescenti tensioni e incertezza mettendo  a dura prova i rapporti con Seul in un’area strategicamente vitale per gli Stati Uniti.

Mentre invece il Giappone  sta già aumentando autonomamente il suo potenziale militare  finalizzato a un confronto diretto con la Cina, garantendo la sicurezza di Taiwan senza se e senza ma.

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