La scelta della Giunta Gualtieri, fatte con le due DIRETTIVE DELL’ASSESSORE PATANE’ di ieri di introdurre un permesso annuale da 1.000 euro per l’accesso in ZTL dei veicoli elettrici rappresenta una clamorosa retromarcia politica e una smentita plateale delle politiche di mobilità sostenibile promosse dalla stessa amministrazione capitolina negli ultimi anni. Non si tratta di una semplice rimodulazione tecnica, ma di un atto che tradisce la fiducia dei cittadini e svuota di credibilità l’intero impianto della cosiddetta “transizione ecologica” più volte rivendicata dal Campidoglio.
Per anni l’auto elettrica è stata indicata come il simbolo del cambiamento: incentivata, favorita, raccontata come la scelta giusta per contribuire a una città più moderna, meno inquinata e più vivibile. L’accesso libero alla ZTL del centro storico costituiva uno degli incentivi principali e veniva esplicitamente richiamato come leva decisiva per orientare le scelte dei cittadini. Oggi, improvvisamente, quella stessa scelta viene punita, trasformando un incentivo pubblico in una vera e propria tassa politica. Questa contraddizione evidenzia con chiarezza l’incoerenza della Giunta Gualtieri, che prima sponsorizza la mobilità elettrica e oggi la colpisce economicamente, confondendo cittadini e investitori.
Dall’incentivo alla penalizzazione: una scelta che colpisce i cittadini.
Chi ha acquistato un veicolo elettrico lo ha fatto sostenendo costi elevati, spesso confidando nelle politiche annunciate da Roma Capitale e nella stabilità delle regole. L’imposizione di un balzello da 1.000 euro annui per continuare ad accedere alla ZTL equivale a cambiare le regole a partita in corso, scaricando sui cittadini le conseguenze di una pianificazione errata e di una visione assente.
La Giunta tenta di giustificare il provvedimento parlando di congestione del traffico e di pressione sugli stalli di sosta. Un’argomentazione debole e strumentale. La congestione del centro storico non nasce dall’aumento dei veicoli elettrici, ma da anni di fallimenti nella gestione del trasporto pubblico, da una cronica inefficienza del sistema e da una totale incapacità di offrire alternative reali e affidabili al mezzo privato. A questo si aggiunge la storica e colpevole mancanza di parcheggi di scambio in prossimità del centro, mai realmente predisposti né potenziati, che costringe migliaia di cittadini a entrare in città con l’auto per semplice necessità. Invece di affrontare queste criticità strutturali, l’amministrazione sceglie la scorciatoia più semplice: colpire chi ha fatto la scelta più virtuosa.
In questo contesto, il Coordinatore dell’Area Metropolitana di Roma Capitale ha chiarito che l’obiettivo dei nuovi provvedimenti è “penalizzare fiscalmente e, dal punto di vista della circolazione, la mobilità privata”, ritenendo necessario limitare l’accesso dei veicoli privati al centro storico anche quando si tratta di mezzi elettrici o a basse emissioni. Una presa di posizione che conferma come la strategia dell’amministrazione non sia finalizzata alla sostenibilità reale, ma alla regolazione punitiva del traffico privato, scaricando sulle spalle dei cittadini il costo della propria incapacità di pianificare soluzioni efficaci per la mobilità urbana.
Una “mobilità sostenibile” ridotta a slogan.
Con questi provvedimenti emerge con chiarezza come la sostenibilità, per la Giunta Gualtieri, sia rimasta confinata al piano della comunicazione. Quando la transizione ecologica produce effetti concreti e richiede programmazione, investimenti e coerenza, la risposta è un intervento punitivo e improvvisato.
Il messaggio che viene lanciato ai cittadini è devastante: seguire oggi le indicazioni dell’amministrazione significa rischiare di essere penalizzati domani. Un approccio che mina la fiducia nelle istituzioni e rende impossibile qualsiasi politica ambientale credibile nel medio e lungo periodo.
Una misura regressiva e socialmente ingiusta.
Il permesso da 1.000 euro annui non è una misura equa né proporzionata. È una barriera economica che trasforma la ZTL in uno spazio riservato a chi può permetterselo, introducendo una discriminazione evidente tra cittadini. Altro che tutela del centro storico e vivibilità urbana: questa scelta crea un sistema di privilegi basati sul reddito, mascherato da regolazione della mobilità.
Anche la revisione della gratuità della sosta per i veicoli mild hybrid si inserisce in questa logica confusa e punitiva, priva di una visione complessiva e incapace di distinguere tra reale sostenibilità ambientale e semplice accanimento regolatorio.
Il giudizio di AGISCI Italia sulle dichiarazioni della Giunta Gualtieri.
In relazione alle motivazioni addotte dalla Giunta Gualtieri a sostegno dei nuovi provvedimenti, il Segretario Nazionale di AGISCI Italia, Fabio Desideri, ha espresso una posizione di netta condanna, definendo queste scelte l’ennesima dimostrazione di una politica che vessa sistematicamente i cittadini e, in particolare, gli automobilisti.
Secondo Desideri, l’amministrazione capitolina continua a dimostrare di non saper governare la mobilità urbana, preferendo reprimerla attraverso tasse e divieti piuttosto che affrontarne le cause strutturali. In assenza di un trasporto pubblico efficiente, di parcheggi di scambio adeguati e di una pianificazione credibile, la Giunta scarica sulle spalle dei cittadini il peso delle proprie inefficienze, utilizzando la leva economica come unico strumento di governo.
Il Segretario Nazionale di AGISCI Italia ha inoltre sottolineato la profonda incoerenza di una linea politica che prima incentiva l’auto elettrica e poi la colpisce, che parla di sostenibilità ma produce soltanto nuove gabelle, e che utilizza la tutela del centro storico come giustificazione per interventi che hanno in realtà una natura esclusivamente punitiva. Una strategia che, secondo Desideri, non ha nulla di ambientale e molto di fiscalismo punitivo mascherato da transizione ecologica.
AGISCI Italia denuncia il rischio concreto che la mobilità venga trasformata in un privilegio per pochi, mentre per la maggioranza dei cittadini Roma diventa una città sempre più ostile, governata contro chi la vive e la lavora quotidianamente. Colpire indiscriminatamente gli automobilisti – elettrici, ibridi o tradizionali – senza offrire soluzioni reali significa alimentare disuguaglianze e allontanare ulteriormente la città da qualsiasi obiettivo di sostenibilità reale.
Per queste ragioni, AGISCI Italia chiede il ritiro immediato dei provvedimenti annunciati e l’apertura di un confronto serio e trasparente sulle politiche di mobilità urbana. In assenza di un cambio di rotta, il Movimento continuerà a denunciare in ogni sede una gestione definita fallimentare, vessatoria e priva di rispetto nei confronti dei cittadini romani.
La scelta della Giunta Gualtieri, fatte con le due DIRETTIVE DELL’ASSESSORE PATANE’ di ieri di introdurre un permesso annuale da 1.000 euro per l’accesso in ZTL dei veicoli elettrici rappresenta una clamorosa retromarcia politica e una smentita plateale delle politiche di mobilità sostenibile promosse dalla stessa amministrazione capitolina negli ultimi anni. Non si tratta di una semplice rimodulazione tecnica, ma di un atto che tradisce la fiducia dei cittadini e svuota di credibilità l’intero impianto della cosiddetta “transizione ecologica” più volte rivendicata dal Campidoglio.
Per anni l’auto elettrica è stata indicata come il simbolo del cambiamento: incentivata, favorita, raccontata come la scelta giusta per contribuire a una città più moderna, meno inquinata e più vivibile. L’accesso libero alla ZTL del centro storico costituiva uno degli incentivi principali e veniva esplicitamente richiamato come leva decisiva per orientare le scelte dei cittadini. Oggi, improvvisamente, quella stessa scelta viene punita, trasformando un incentivo pubblico in una vera e propria tassa politica. Questa contraddizione evidenzia con chiarezza l’incoerenza della Giunta Gualtieri, che prima sponsorizza la mobilità elettrica e oggi la colpisce economicamente, confondendo cittadini e investitori.
Dall’incentivo alla penalizzazione: una scelta che colpisce i cittadini.
Chi ha acquistato un veicolo elettrico lo ha fatto sostenendo costi elevati, spesso confidando nelle politiche annunciate da Roma Capitale e nella stabilità delle regole. L’imposizione di un balzello da 1.000 euro annui per continuare ad accedere alla ZTL equivale a cambiare le regole a partita in corso, scaricando sui cittadini le conseguenze di una pianificazione errata e di una visione assente.
La Giunta tenta di giustificare il provvedimento parlando di congestione del traffico e di pressione sugli stalli di sosta. Un’argomentazione debole e strumentale. La congestione del centro storico non nasce dall’aumento dei veicoli elettrici, ma da anni di fallimenti nella gestione del trasporto pubblico, da una cronica inefficienza del sistema e da una totale incapacità di offrire alternative reali e affidabili al mezzo privato. A questo si aggiunge la storica e colpevole mancanza di parcheggi di scambio in prossimità del centro, mai realmente predisposti né potenziati, che costringe migliaia di cittadini a entrare in città con l’auto per semplice necessità. Invece di affrontare queste criticità strutturali, l’amministrazione sceglie la scorciatoia più semplice: colpire chi ha fatto la scelta più virtuosa.
In questo contesto, il Coordinatore dell’Area Metropolitana di Roma Capitale ha chiarito che l’obiettivo dei nuovi provvedimenti è “penalizzare fiscalmente e, dal punto di vista della circolazione, la mobilità privata”, ritenendo necessario limitare l’accesso dei veicoli privati al centro storico anche quando si tratta di mezzi elettrici o a basse emissioni. Una presa di posizione che conferma come la strategia dell’amministrazione non sia finalizzata alla sostenibilità reale, ma alla regolazione punitiva del traffico privato, scaricando sulle spalle dei cittadini il costo della propria incapacità di pianificare soluzioni efficaci per la mobilità urbana.
Una “mobilità sostenibile” ridotta a slogan.
Con questi provvedimenti emerge con chiarezza come la sostenibilità, per la Giunta Gualtieri, sia rimasta confinata al piano della comunicazione. Quando la transizione ecologica produce effetti concreti e richiede programmazione, investimenti e coerenza, la risposta è un intervento punitivo e improvvisato.
Il messaggio che viene lanciato ai cittadini è devastante: seguire oggi le indicazioni dell’amministrazione significa rischiare di essere penalizzati domani. Un approccio che mina la fiducia nelle istituzioni e rende impossibile qualsiasi politica ambientale credibile nel medio e lungo periodo.
Una misura regressiva e socialmente ingiusta.
Il permesso da 1.000 euro annui non è una misura equa né proporzionata. È una barriera economica che trasforma la ZTL in uno spazio riservato a chi può permetterselo, introducendo una discriminazione evidente tra cittadini. Altro che tutela del centro storico e vivibilità urbana: questa scelta crea un sistema di privilegi basati sul reddito, mascherato da regolazione della mobilità.
Anche la revisione della gratuità della sosta per i veicoli mild hybrid si inserisce in questa logica confusa e punitiva, priva di una visione complessiva e incapace di distinguere tra reale sostenibilità ambientale e semplice accanimento regolatorio.
Il giudizio di AGISCI Italia sulle dichiarazioni della Giunta Gualtieri.
In relazione alle motivazioni addotte dalla Giunta Gualtieri a sostegno dei nuovi provvedimenti, il Segretario Nazionale di AGISCI Italia, Fabio Desideri, ha espresso una posizione di netta condanna, definendo queste scelte l’ennesima dimostrazione di una politica che vessa sistematicamente i cittadini e, in particolare, gli automobilisti.
Secondo Desideri, l’amministrazione capitolina continua a dimostrare di non saper governare la mobilità urbana, preferendo reprimerla attraverso tasse e divieti piuttosto che affrontarne le cause strutturali. In assenza di un trasporto pubblico efficiente, di parcheggi di scambio adeguati e di una pianificazione credibile, la Giunta scarica sulle spalle dei cittadini il peso delle proprie inefficienze, utilizzando la leva economica come unico strumento di governo.
Il Segretario Nazionale di AGISCI Italia ha inoltre sottolineato la profonda incoerenza di una linea politica che prima incentiva l’auto elettrica e poi la colpisce, che parla di sostenibilità ma produce soltanto nuove gabelle, e che utilizza la tutela del centro storico come giustificazione per interventi che hanno in realtà una natura esclusivamente punitiva. Una strategia che, secondo Desideri, non ha nulla di ambientale e molto di fiscalismo punitivo mascherato da transizione ecologica.
AGISCI Italia denuncia il rischio concreto che la mobilità venga trasformata in un privilegio per pochi, mentre per la maggioranza dei cittadini Roma diventa una città sempre più ostile, governata contro chi la vive e la lavora quotidianamente. Colpire indiscriminatamente gli automobilisti – elettrici, ibridi o tradizionali – senza offrire soluzioni reali significa alimentare disuguaglianze e allontanare ulteriormente la città da qualsiasi obiettivo di sostenibilità reale.
Per queste ragioni, AGISCI Italia chiede il ritiro immediato dei provvedimenti annunciati e l’apertura di un confronto serio e trasparente sulle politiche di mobilità urbana. In assenza di un cambio di rotta, il Movimento continuerà a denunciare in ogni sede una gestione definita fallimentare, vessatoria e priva di rispetto nei confronti dei cittadini romani.
