Esteri

Tajani, Italia pronta a contribuire a sminamento Stretto di Hormuz

Il Ministro degli esteri Antonio Tajani in occasione “Italia-Africa: culture in gioco", promossa in occasione della Giornata dell'Africa 2026 dedicata al ruolo dello sport come strumento di dialogo, inclusione, formazione e crescita condivisa tra Italia e continente africano. Sede Enciclopedia Italiana Treccani, Roma Lunedì 25 Maggio 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse) MInister of Foreign Affairs Antonio Tajani on the occasion of "Italy-Africa: Cultures at Play," promoted on the occasion of Africa Day 2026, dedicated to the role of sport as a tool for dialogue, inclusion, education, and shared growth between Italy and the African continent. Treccani Italian Encyclopedia Headquarters, Rome, Monday May 25 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

“Dallo scoppio della guerra tra Iran e Stati Uniti, l’Italia si è attivata insieme ai partner europei, al G7 e agli organismi multilaterali per favorire la cessazione delle ostilità, garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz e ristabilire la stabilità in Medio Oriente. In questo quadro, il nostro Paese ha espresso la disponibilità a partecipare, una volta concluso il conflitto, a una coalizione internazionale a carattere difensivo per ripristinare la libertà di navigazione nello stretto”.

Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un intervento pubblicato dal quotidiano spagnolo Abc dal titolo ‘L’Italia nella crisi di Hormuz’. “Sul piano operativo, l’Italia è pronta a mettere a disposizione l’esperienza maturata nelle missioni navali europee nel Mar Rosso, nell’Oceano Indiano e nel Mediterraneo. In particolare, riteniamo necessario rafforzare la missione europea Aspides, che attualmente coinvolge soltanto Italia e Grecia nel pattugliamento del Mar Rosso per garantire la sicurezza del trasporto marittimo. Nella missione multilaterale che sarà avviata nello Stretto di Hormuz, l’Italia potrebbe contribuire alle operazioni di sminamento e alla sicurezza della navigazione commerciale”, afferma il titolare della Farnesina.

Da blocco Hormuz shock globale con ripercussioni su sicurezza energetica

“Per il nostro governo il blocco di Hormuz non rappresenta una semplice crisi regionale, bensì uno shock globale destinato ad avere ripercussioni sulla sicurezza energetica, sulla competitività industriale e sugli equilibri economici internazionali. Un rischio particolarmente rilevante per tutti i Paesi dell’area, ma anche per un Paese esportatore come l’Italia, le cui esportazioni rappresentano circa il 40% del Pil. Lo Stretto – ricorda il titolare della Farnesina -, è uno snodo strategico del commercio mondiale: attraverso quel passaggio transita quasi il 20% del petrolio globale, un quarto delle esportazioni di gas naturale liquefatto e una quota significativa delle materie prime necessarie alle catene produttive internazionali. L’insicurezza delle rotte commerciali e l’aumento dei costi energetici hanno già iniziato a produrre effetti sulle famiglie e sulle imprese europee. Nonostante il rallentamento del commercio globale e l’impatto dei dazi, nel 2025 le esportazioni italiane sono comunque cresciute del 3,3%, confermando quanto la stabilità delle rotte marittime sia fondamentale per l’economia nazionale”. “Ciò che ci preoccupa, tuttavia – prosegue Tajani -, non è soltanto l’impatto sull’industria nazionale. Destano forte preoccupazione anche le conseguenze per i Paesi più fragili dell’Africa e del Mediterraneo allargato. Attraverso lo Stretto di Hormuz passa infatti circa il 30% delle esportazioni mondiali di fertilizzanti, fondamentali per la sicurezza alimentare di molte economie vulnerabili. Il caso del Sudan, ancora colpito da una delle crisi umanitarie più gravi al mondo, è emblematico. L’aumento dei prezzi dell’energia e dei fertilizzanti potrebbe compromettere le produzioni agricole, alimentare l’inflazione e aggravare instabilità, carestie e flussi migratori verso l’Europa”. “Per questo – ricorda il vicepremier -, all’inizio di maggio, ho convocato una riunione insieme al mio omologo croato, presidente di turno del Med9, invitando trenta Paesi del Mediterraneo, del Medio Oriente e dei Balcani, oltre alla Fao, per lanciare la ‘Coalizione di Roma per la Sicurezza Alimentare e l’Accesso ai Fertilizzanti’, un forum permanente volto a individuare soluzioni immediate e concrete”.

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