Politica

Desideri (PPI): “Anziani sempre più abbandonati a se stessi, da Roma a Milano”. Lo studio e la proposta

 

“Abbiamo avviato i primi contatti con i Centri Anziani del Comune di Roma – ha reso noto il Segretario politico di Pensiero Popolare ItalianoFabio Desideri per inviare loro una comunicazione, via e-mail, e proporre un incontro dedicato alla presentazione della nostra Proposta di Legge di Iniziativa Popolare per l’istituzione della Fondazione Nazionale per il Sostegno agli Anziani Fragili, Non Autosufficienti e Terminali”.

È però iniziata subito una vera e propria odissea.

Sul sito ufficiale del Comune di Roma è presente l’elenco dei centri anziani, suddivisi per i 15 Municipi della Capitale. Tuttavia, non sono disponibili i recapiti telefonici né gli indirizzi email, rendendo praticamente impossibile qualsiasi forma di contatto diretto. Le poche informazioni reperibili in rete risultano perlopiù inattive o obsolete.

Non ci siamo persi d’animo e abbiamo contattato il centralino di Roma Capitale, ma l’operatrice ci ha confermato che nemmeno il centralino è in possesso dei numeri di telefono dei centri anziani. Una realtà sconfortante, in un’epoca in cui tutto dovrebbe essere connesso e accessibile.

Dei 12 centri anziani presenti nel I° Municipio, siamo riusciti a contattarne solamente tre. In queste condizioni, per raggiungere i circa 150 centri della Capitale, sarà necessario oltre un mese di lavoro.

“Questa vicenda è l’ennesima prova della disorganizzazione – ha sottolineato Desideri -che regna nel Comune di Roma e che rende la vita delle persone anziane sempre più difficile e solitaria. Una situazione del tutto inaccettabile”.

Dati tecnici – I centri anziani a Roma

  • A Roma sono attivi circa 150 centri sociali per anziani, noti anche come “Case Sociali delle Persone Anziane”, distribuiti su tutto il territorio comunale.
  • Secondo alcune fonti, in passato gli iscritti superavano i 000, mentre al momento della riapertura post-Covid si contavano circa 65.000 frequentatori attivi.
  • Il nuovo regolamento comunale, approvato nel maggio 2023, prevede la trasformazione di questi centri in Case sociali di quartiere (CSAQ), con gestione associativa e apertura intergenerazionale.
  • Sul fronte economico, non esistono dati aggiornati pubblicisui costi annuali complessivi per la gestione di questi centri da parte dell’amministrazione capitolina. Tuttavia:
    • Nel 2017 la Regione Laziostanziò 2,5 milioni di euro per 300 centri anziani (non solo romani).
    • Nel 2025 il Comune di Roma ha lanciato un bando da 000 euro a fondo perdutoper sostenere le attività associative.
    • Inoltre, grazie ai fondi del PNRR, sono stati destinati 12,3 milioni di euroa 5 progetti che coinvolgeranno oltre 500 anziani fragili non autosufficienti entro marzo 2026.

Questi numeri confermano l’importanza e la vastità della platea coinvolta, ma anche la necessità di un sistema più efficiente, accessibile e trasparente, capace di valorizzare la terza età e fornire reali strumenti di supporto.

Il caso di Milano: liste d’attesa da record

“Nel frattempo, uno dei nostri dirigenti del Movimento nella città di Milano – ha fatto notare Desideri –  ci ha segnalato un episodio emblematico: l’anziana madre ha prenotato una visita oculistica presso l’ASL e ha ricevuto come primo appuntamento utile… giugno 2028″.

Una data paradossale, ma che – purtroppo – rappresenta una realtà ormai diffusa in molte zone d’Italia. E non è un’eccezione.

Dati tecnici – Sanità e liste d’attesa a Milano

  • Secondo il Portale Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA), solo il 50% delle prestazioni sanitarie rispetta i tempi massimiprevisti dal Servizio Sanitario Nazionale.
  • In Lombardia, il problema è particolarmente grave: è stato documentato un record di 735 giorni di attesaper un esame ecodoppler.
  • Nella sola area di Milano, il piano regionale prevede una media di oltre 000 prime visite882.000 prestazioni diagnostiche l’anno.
  • Il Piano operativo anti-liste d’attesaapprovato nel 2025 dalla Regione Lombardia ha stanziato 70 milioni di euro per aumentare l’offerta sanitaria pubblica e convenzionata, ma gli effetti tardano a farsi sentire.
  • I cittadini – soprattutto anziani – sono costretti ad attendere anni o a rivolgersi al privato, con gravi conseguenze sulla salute e sulla tenuta del welfare pubblico e sulla loro condizione economica.

Alla luce di questi dati, il nostro appello assume un’urgenza ancora maggiore.

Non si tratta più di singoli episodi, ma di un fallimento sistemico che investe due tra le principali città italiane:

  • Roma, dove anche un semplice contatto con i centri anziani diventa un’impresa impossibile.
  • Milano, dove la sanità pubblica lascia gli anziani in lista d’attesa per anni, negando il diritto alla cura.

“La nostra Proposta di Legge di Iniziativa Popolare per la creazione della Fondazione Nazionale per il Sostegno agli Anziani Fragili, Non Autosufficienti e Terminali – ha rimarcato il segretario di pensiero popolare italiano – nasce proprio per colmare questo vuoto istituzionale e sociale”.

Chiediamo con forza al Parlamento e al Governo di ascoltare questa voce, di dare risposte concrete e immediate a milioni di anziani e famiglie italiane che oggi si sentono, a ragione, abbandonati e invisibili.

Dati tecnici – Sanità, liste d’attesa e costi dell’assistenza nazionale e a Roma

Mentre a Milano emergono casi emblematici di liste d’attesa lunghissime (es: visita oculistica con primo appuntamento nel 2028), il contesto nazionale e romano mostra fragilità strutturali simili.

  • Il Portale Nazionale Liste d’Attesa (PNLA) segnala che solo circa la metà delle prestazionisanitarie rispetta i tempi massimi stabiliti per prestazioni urgenti e differibili.
  • In Lombardia è stato documentato un record di 735 giornidi attesa per un esame ecodoppler.
  • Nella sola area di Milano, il piano regionale prevede annualmente 200 prime visite882.000 prestazioni diagnostiche.
  • La Regione Lombardia ha stanziato 70 milioni di europer potenziare l’offerta pubblico‑privata e ridurre i tempi d’attesa.
  • In Italia, i costi dell’assistenza domiciliare per anziani variano molto, ma per interventi di base si considerano tariffe comprese indicativamente tra € 12 e € 20 all’ora, fino a € 25‑35/oraper servizi specialistici o personale altamente qualificato.
  • Alcune strutture che offrono assistenza in convivenza H24 a Roma indicano costi mensili nell’ordine di € 2.034/meseper servizi completi di assistenza a non autosufficienti, con scenari più complessi che possono superare € 2.300‑2.700/mese.
  • L’assistenza domiciliare integrata(ADI) accreditata con le ASL nel Lazio è attiva tramite enti convenzionati e può essere erogata gratuitamente ai cittadini che ne abbiano diritto, ma il numero delle ore e la qualità variano fortemente.
  • Sul piano nazionale, l’Italia ha avviato con il PNRR programmi per portare la percentuale di over 65 assistiti a domicilio fino al 10% entro il 2026, a fronte di una media attuale intorno al 5%.
  • Tuttavia, nonostante gli stanziamenti, alcune analisi rilevano un paradosso: l’aumento degli utenti assistiti è rapido ma la frequenza degli accessiper utente resta molto bassa (in media 14,3 accessi/anno) e la durata media della presa in carico è molto corta (circa 123 giorni nel 2023). Ciò suggerisce che, pur ampliando la copertura numerica, la qualità e la continuità dell’assistenza risultino fragili.

Critica sull’utilizzo dei fondi PNRR per gli anziani

Se da un lato il PNRR rappresenta un’importante occasione di investimento per gli anziani — con miliardi di euro stanziati per l’assistenza domiciliare, la telemedicina, la deistituzionalizzazione e l’innovazione dei servizi — dall’altro i dati emersi mostrano preoccupanti ritardi, inefficienze e rischi di dispersione delle risorse.

  • Per esempio, la Openpolis segnala che alla sola regione Lombardia sono stati assegnati circa 78 milioni di eurodi fondi PNRR destinati agli anziani, mentre nelle altre regioni cifre analoghe sono più basse, e la distribuzione appare disomogenea a livello nazionale.
  • L’analisi del Fondazione GIMBE evidenzia che molte misure “anziani” previste dallo Stato sono finanziate con risorse già stanziate altrove, dunque non realmente aggiuntive, il che mina la credibilità e la forza dell’intervento.
  • Un’altra criticità emerge nella realizzazione: nonostante l’obiettivo dell’ADI (assistenza domiciliare integrata) sia quello di raggiungere il 10% della popolazione over 65 entro il 2026, la qualità del servizio (frequenza accessi, durata presa in carico) risulta ben al di sotto delle soglie previste, segnalando una frammentazione dell’assistenzae un rischio che la misura numerica nasconda un peggioramento nel supporto reale all’anziano.
  • In molti casi, la lentezza nelle procedure di attuazione, la carenza di personale qualificato, la complessità delle rendicontazioni e il sistema burocratico trascinano la messa a terra dei progetti e rendono incerto se tutte le risorse verranno effettivamente utilizzate entro i tempi stabiliti.
  • In sostanza, i fondi ci sono, gli obiettivi sono dichiarati, ma con forme operative che faticano ad uscire dall’agenda e entrare nella vita reale degli anziani, che continuano a vivere con assistenza frammentata, liste d’attesa interminabili e servizi difficili da contattare.

In un quadro simile, sostenere che “abbiamo stanziato” non basta: serve monitorare concretamente quanto viene spesocome viene spesoquanti anziani reali ne beneficiano, e se l’assistenza migliora nelle concrete condizioni quotidiane. Per noi del PPI, questa trasparenza è imprescindibile.

Conclusione

“Alla luce di tutti questi dati e criticità – Ha sottolineato il segretario Desideri –  il nostro appello assume una urgenza ancora maggiore”.

Non si tratta più di singoli casi isolati, ma di un fallimento sistemico che investe due tra le principali città italiane:

  • Roma, gli anziani sono demograficamente una quota significativa della città – quasi il 20% – e molti vivono isolati, con l’amministrazione che mostra difficoltà perfino nel conseguire contatti di base con i centri anziani.
  • Milano, la sanità pubblica appare incapace di garantire tempi ragionevoli per le cure: liste d’attesa pluriennali sono diventate reali.
  • A livello nazionale, i fondi PNRR destinati agli anziani sono importanti ma la loro efficacia concretaresta interrogativa, se non viene accompagnata da governance rigorosa, controllo applicativo e trasparenza.

“La nostra Proposta di Legge di Iniziativa Popolare per la creazione della Fondazione Nazionale per il Sostegno agli Anziani Fragili, Non Autosufficienti e Terminali – ha concluso Desideri – non può più restare nel limbo: serve un intervento con vision nazionale, risorse certe, modelli di governance trasparenti e misure immediate per mettere gli anziani al centro, non ai margini, della politica italiana”.

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