Economia e Lavoro

Dfp: Istat, nostro ruolo autonomo e indipendente, seguiamo norme Ue

 

“L’Istat, pur mantenendo un ruolo autonomo e indipendente come responsabile ultimo della qualità dei dati prodotti, svolge anche una funzione di coordinamento e di sintesi tra le diverse istituzioni nazionali coinvolte, a vario titolo, nella produzione dei dati di finanza pubblica (come la Banca d’Italia e il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Mef), assicurando la coerenza tra le varie fonti informative nazionali”. Lo ha affermato il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, in audizione sul Documento di Finanza Pubblica presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. “Il processo di validazione dei Conti di finanza pubblica prodotti dall’Istat da parte delle istituzioni comunitarie”, ha sottolineato Chelli, “segue modalità e tempistiche dettate dai regolamenti europei”.

Dinamica Pil 2026 meno positiva rispetto a IV trim. 2025

“Le informazioni congiunturali disponibili per i primi mesi del 2026, il cui quadro informativo è ancora in fase di completamento, sembrano confermare una dinamica meno positiva per l’economia italiana rispetto a quanto rilevato nell’ultimo trimestre”. Lo afferma il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, in audizione sul Documento di Finanza Pubblica presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. Nell’ultimo trimestre del 2025, ha sottolineato Chelli, “il Pil è cresciuto dello 0,3% (dopo +0,2% nel terzo)”.

-7,8% retribuzioni contrattuali reali tra I trim. ’21 e IV trim. ’25

Poi la direttrice Maria Cristina Freguja: “Nel 2025 sia le retribuzioni contrattuali sia quelle di fatto sono aumentate più dell’inflazione, e questo ha garantito un ulteriore recupero”, nonostante il quale però “il divario resta significativo: tra il primo trimestre del 2021 e il quarto trimestre del 2025 le retribuzioni contrattuali si sono ridotte del 7,8% in termini reali”.

Spesa Superbonus per 2025 di poco inferiore a 8,4 mld

La spesa relativa al Superbonus per il 2025 “è di poco inferiore a 8,4 miliardi”, in linea “con il valore dei crediti ceduti, comunicati all’Agenzia fino alla scadenza prevista del 16 marzo 2026, e depurati di tutte le irregolarità comunicate dall’Agenzia all’Istat”.

Per uscire da procedura Ue serviva deficit/Pil al 2,94%

Al fine di uscire dalla procedura Ue per deficit eccessivo, l’Italia avrebbe dovuto registrare “un valore del 2,94%” del rapporto deficit/Pil, che sarebbe “l’unico valore che avrebbe potuto portare il Paese al di fuori della procedura”. Così Giovanni Savio, Direttore Centrale per la Contabilità Nazionale dell’Istat, in audizione sul Documento di Finanza Pubblica presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato.

Inaspettata resilienza per interscambio commerciale Italia nel 2025

“Nel 2025 l’interscambio commerciale dell’Italia ha evidenziato un’inaspettata resilienza rispetto alla forte instabilità che ha caratterizzato i mercati internazionali nel corso dell’anno: le esportazioni di beni in valore sono cresciute del 3,3% e le importazioni del 3,2%, con un surplus commerciale pari a 50,7 miliardi. Le esportazioni verso i paesi Ue sono risultate più vivaci (+4,2%, rispetto a +2,4% per i paesi extra Ue)”, ha aggiunto Chelli, specificando che “una tendenza opposta si osserva per le importazioni, con gli acquisti dall’area extra Ue che hanno registrato un aumento più ampio (+3,4%, rispetto a +2,9%)”.

Red

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