Esteri

Diego Garcia, la base militare USA che mette nei guai Starmer

di Giuliano Longo (*)

 

Dopo aver scontentato il presidente Donald Trump schierandosi con la Danimarca contro l’idea che la Groenlandia diventi un territorio degli Stati Uniti, il primo ministro britannico Keir Starmer sembra ora dover prendere un’altra decisione difficile. Permetterà agli Stati Uniti di utilizzare la base militare di Diego Garcia per attacchi contro l’Iran, se e quando ciò avverrà? 

L’atollo di Diego Garcia il più grande tra la sessantina di isole e isolotti che compongono si trova più o meno a metà tra l’Africa orientale e l’Indonesia, circa 1.800 chilometri a sud del subcontinente indiano e 2mila chilometri a nord-est di Mauritius a est del Madagascar.

Fa parte formalmente del Territorio Britannico dell’Oceano Indiano, ma la gran parte del personale e dell’area è sotto il rigido controllo degli Stati Uniti in base a un accordo segreto del 1966 che che concedeva agli USA parte dell’Atollo per l’acquisto britannico di missili nucleari americani Polaris.

Il 18 febbraio Trump ha collegato Diego Garcia al rafforzamento militare degli Stati Uniti in vista di un possibile attacco all’Iran. Affermando “Se l’Iran decidesse di non concludere un accordo. Potrebbe esse necessari o per gli Stati Uniti utilizzare Diego Garcia … per sradicare un potenziale attacco da parte di un regime altamente instabile e pericoloso”.

Di conseguenza, l’Iran ha protestato formalmente all’ONU dichiarando che qualsiasi utilizzo di Diego Garcia per un attacco renderebbe la base un “obiettivo legittimo” per il suo stesso esercito. Poiché Diego Garcia è oggi territorio del Regno Unito, gli Stati Uniti hanno bisogno del permesso di Londra per utilizzare la base militare contro l’Iran, anche se, paradossalmente, è presidiata e controllata da Washington.

La stampa britannica ritiene che il laburista Starmer non sia propenso a concedere tale permesso, adducendo preoccupazioni in merito al diritto internazionale. Si dice che questa esitazione britannica sia stata una delle ragioni per cui l’amministrazione Trump ha tenuto Diego Garcia fuori dall’operazione contro gli impianti nucleari iraniani lo scorso anno, ritenendo che la richiesta di autorizzazione sarebbe stata quasi certamente respinta da Londra.

Inoltre Starmer non sembra essere così sicuro come Trump nel disattendere il diritto internazionale e per lui la questione è ancora più spinosa, in quanto sta rispettando il suo impegno con le Mauritius per il “trasferimento della sovranità” di Diego Garcia, garantendo al contempo la continuità operativa della base militare .

Quando il 22 maggio 2025 fu firmato “l’accordo di Diego Garcia” tra il Regno Unito e Mauritius, la Casa Bianca lo accolse con favore e lo definì un “traguardo monumentale” di Starmer per garantire il futuro della base militare.

Ma Trump, come al solito, ora ha cambiato opinione e sul suo social Truth del 20 gennaio, ha criticato aspramente la decisione della Gran Bretagna di cedere la sovranità sulle Isole Chagos, che includono Diego Garcia. E l 18 febbraio ha ribadito le sue critiche all’accordo, ma questa volta nel contesto del suo possibile utilizzo per i suoi attacchi pianificati contro l’Iran.

IL governo laburista ha negoziato l’accordo del maggio 2025 con le Mauritius dopo aver concesso loro la sovranità e affittandogli Diego Garcia per un periodo iniziale di 99 anni per la gestione della base militare congiunta Regno Unito-Stati Uniti.

Sebbene questo accordo abbia completato la fase di ratifica alla Camera dei Lord nel gennaio 2026, sta ora incontrando ostacoli alla Camera dei Comuni e si stanno diffondendo richieste di riconsiderare e annullare l’accordo stesso.

In ogni caso, una cosa è ormai abbastanza ovvia: gli Stati Uniti hanno bisogno che la base militare di Diego Garcia sia sotto il loro completo controllo, che il Regno Unito lo voglia o no.

Nel complesso, la base ha svolto un ruolo di punta per le operazioni americane. Fu una piattaforma di lancio fondamentale e di grande portata per le operazioni aeree statunitensi durante la Guerra del Golfo del 1991 e la Guerra in Iraq del 2003.

E all’inizio degli anni 2000, la base fornì supporto agli attacchi aerei statunitensi in Afghanistan, prendendo di mira le forze talebane e di al-Qaeda. Nel 2024 e nel 2025, gli Stati Uniti utilizzarono la base per lanciare operazioni contro gli Houthi in Yemen.

La base di Diego Garcia dispone di un aeroporto con piste sufficientemente lunghe da ospitare grandi aerei militari, tra cui bombardieri B-2 e B-52, cisterne KC-135, aerei da ricognizione e aerei da trasporto. Dispone inoltre di importanti depositi di carburante, installazioni radar e torri di controllo in grado di supportare le operazioni militari regionali.

Ospita anche un porto in acque profonde in grado di attraccare, rifornire e fornire manutenzione a grandi navi militari, tra cui portaerei, cacciatorpediniere e sottomarini. Sono presenti numerosi moli e banchine dotati di sistemi moderni per supportare operazioni di risposta rapida.

Considerando tutto ciò, il futuro di Diego Garcia ha implicazioni non solo per l’eventuale sovranità di Mauritius, ma anche per la salute delle relazioni tra Stati Uniti e Regno Unito. Ma Starmer riconsidererà l’accordo dell’anno scorso sotto la pressione di Trump? Considerando la subalternità delRegno Unito agli Stati Uniti, scommetteremmo di si.

(*) Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale

 

Nella foto la base militare Diego Garcia

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