Esteri

Il “Golden dome” di Trump è un sogno pericolosamente destabilizzante

di Balthazar

La Strategia di Difesa Nazionale recentemente pubblicata dall’amministrazione Trump prevede di costruire una Cupola d’oro” in grado di fermare qualsiasi ” attacco aereo avanzato “ contro gli Stati Uniti, compresi missili da crociera, balistici e ipersonici convenzionali e nucleari, nonché droni .

Trump ha recentemente invocato il progetto anche per giustificare la necessità degli Stati Uniti di controllare la Groenlandia suscitando disappunto degli alleati NATO. Eppure, a più di un anno dall’annuncio dell’iniziativa, il Golden Dome rimane una e pericolosa fantasia.

L’amministrazione lo ha descritto come un “sistema di sistemi” che integrerà la capacità di difesa missilistica degli Stati Uniti con una vasta rete di intercettori spaziali, che costerà 175 miliardi di dollari e sarà completato entro il 2029. Ma i progressi sul Golden Dome si sono già bloccati suscitando scetticismo nell’industria militare e attirando le critiche del Congresso per la sua “opacità”.

I sostenitori dell’iniziativa sostengono che “minacce più diversificate, capaci e complesse” rendono l’America sempre più vulnerabile a Cina e Russia che stanno sviluppando rapidamente armi nucleari, convenzionali e informatiche, espandendo i loro missilistici, quindi il Golden Dome potrebbe mitigare i danni e rassicurare gli alleati che gli Stati Uniti li proteggeranno.

Il ragionamento è semplice: dopo aver adottato contromisure terrificanti , gli avversari si renderanno conto che attaccare l’America è inutile. A questo punto il Golden Dome incentiverebbe la diplomazia della deterrenza , come il progetto di difesa missilistica “Star Wars” del presidente Ronald Reagan lanciato prima della fine della Guerra Fredda.

Ma sarà davvero così? I critici sostengono che istituire un sistema di difesa missilistica per 175 miliardi di dollari è impossibile, anche se gli Stati Uniti intendesse proteggere solo le principali strutture militari, le infrastrutture critiche e le principali città.

Il Pentagono invece cerca di sfruttare l’intelligenza artificiale e le innovazioni di aziende leader come SpaceX nei lanci di razzi, nel dispiegamento di satelliti e nei satelliti a duplice scopo (militare e civile) con la collaborazione con gli alleati che potrebbe anche ridurne i costi.

Tuttavia, anche se avessero successo, queste misure potrebbero non colmare il divario e i costi dell’operazioni potrebbero crescere in modo esponenziale aumentando drasticamente il debito nazionale americano e a distogliendo risorse da altri impegni  di sicurezza .

Nonostante 350 miliardi di dollari di spesi negli ultimi 60 anni (inclusa la “Star Wars” di Reagan), le simulazioni del Pentagono dimostrano che tali sistemi non riuscirebbero a fermare tutti missili balistici intercontinentali fra i quali quelli della Corea del Nord anche se meno avanzati.

Washington inizialmente aveva promosso l’iniziativa sotto il brand “Iron Dome for America “, scimiottando il sistema di difesa missilistica di Israele, ma l’accostamento senso perchè Israele difende un territorio molto più piccolo, lancia razzi con traiettorie prevedibili e munizioni limitate e lascia aree disabitate senza protezione.

C’è poi il problema che molte tecnologie associate al Golden Dome potrebbero richiedere decenni per essere sviluppate, mentre Cina e Russia contrasterebbero gli sforzi americani schierando più missili in grado di eludere le difese, sviluppando risorse contro-spaziali e “inondando i cieli” di missili terrestri molto più economici.

C’è poi l’aspetto destabilizzante della iniziativa che potrebbe ravvivare il timore di Cina e Russia che i sistemi di difesa missilistica statunitensi possano sferrare “il primo colpo nucleare” per poi intercettare le poche armi nucleari rimaste.

Infine, anche solo sotto il profilo militare il Golden Dome incoraggerebbe attacchi spaziali preventivi provocando una reazione a catena che potrebbe danneggiare l’economia globale e paralizzare i sistemi di intelligence e comunicazioni  militari di Washington.

Occorre poi vedere come Il “Golden Dome”, anche solo nelle intenzioni, possa compromettere un accordo trilaterale Cin-Russia-USA sul controllo degli armamenti auspicato dallo stesso Trump, per il controllo delle armi nucleari.

Ma ad essere realisti la “cupola d’oro”, con tutte le sue difficoltà e i suoi rischi, rientra nella logica di quel riarmo globale che sembra caratterizzare le prospettive angosciose d di questo secolo.

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