Esteri

Difesa Ue, Desideri (PPI): “Le scelte spettano ai singoli Stati”

Abbiamo ascoltato i Commenti della Presidente del Consiglio, on.le Giorgia MELONI, la quale ha ricordato a tutti noi italiani che le attuali competenze dell’Europa, in maniera di Difesa, sono limitate alla messa a disposizione di sostegni economici, ma le scelte in materia restano di esclusiva competenza dei singoli Statie quindi gli investimenti derivanti dal piano Europeo – proposto dalla presidente della Commissione Europea, Ursula  Von der Leyen – possono essere soltanto gestiti dai singoli Stati, nell’ambito della propria autonomia decisionale.

Ringraziamo la Presidente del Consiglio Meloni per le considerazioni che ci ha voluto fornire, che ci sono assolutamente note; riteniamo, però, che la particolare contingenza internazionali di questa fase storica –  che vede la nuova amministrazione statunitense, del Presidente Donald TRUMP, perseguire nuovi equilibri geopolitici, ed un diverso approccio, per molti aspetti non collaborativo, con il vecchio continente – necessitasse, e necessiti, di andare oltre il quadro della regole che attualmente disciplinano la collaborazione, e delle relazioni, che legano i Paesi facenti parte dell’ Unione Europea.

La roadmap che il Consiglio Europeo si è data prevede che entro il mese di giugno prossimo gli alleati saranno chiamati ad aumentare i target di spesa( si parla di almeno il 3%)  secondo le tempistiche previste dal ReArm Europe (utilizzando ad esempio l’attivazione delle deroghe al Patto di stabilità sulle spese in sicurezza)Anche se non è chiaro, al momento, chi si attiverà in questa direzione; per certo  molte sono le perplessità da parte de Paesi ad alto debito, come Italia e Francia ed anche Spagna e Portogallo, le quali certamente  – in considerazione anche delle stringenti norma sul Patto di Stabilità Europeo – sono molto scettiche sulle possibilità della proposta Von der Leyen.

Alcune considerazioni sul tema della sicurezza europea vanno fatte:

  • La frammentazione strutturale della base tecnologica ed industriale della difesa;
  • La dipendenza dai fornitori esteri per le diverse piattaforme e sistemi d’arma;
  • Le riserve di munizioni dei paesi UE sono ridotte al lumicino;
  • Gli armamenti e i sistemi d’arma dei paesi Europei in molti casi sono obsoleti;
  • La duplicazione nei paesi europei delle piattaforme e dei sistemi d’arma;
  • L’inadeguatezza delle infrastrutture di trasporto in area UE per consentire il trasporto e transito di macchine belliche molto pesanti;
  • L’industria bellica dei Paesi Europei non è adatta a sostenere le necessità produttive un periodo di guerra prolungata;
  • La cooperazione delle industrie della difesa in area UE è ben lungi da rappresentare l’efficienza e deve fare i conti con la delocalizzazione all’estero delle diverse produzioni;
  • Esistono ancora altre vulnerabilità del sistema di difesa dei Paesi UE che possono trovare ipotesi solutive esclusivamente in un sistema di difesa europeo integrato nel breve–medio termine;
  • La ricerca e lo sviluppo comune in tema di difesa europea è ancora ben lontana dal rappresentare una concreta certezza in area euro.

Si potrebbe aumentare di molto questo elenco, ma non può essere questa la sede, va però sottolineato che: il piano proposto dalla Von der Leyen non può non considerare, attentamente, il sottile e delicato equilibrio che lega la sicurezza, la stabilità sociale e la sostenibilità fiscale, nonché la condivisione strategica delle scelte dei diversi Paesi Europei.

Alla luce di questi considerazione, e di altre che si potrebbero fare, vale la pena di ripensare, e riflettere, sulle dichiarazioni di Alcide DE GASPERI, all’indomani della riunione di Strasburgo del dicembre del 1951, quando ebbe a sottolineare che: ”…non si tratta poi soltanto di impedire la guerra fra di noi ma anche di formare una comunità di difesa che abbia a suo programma non di attaccare, non di conquistare, ma solo di scoraggiare qualsiasi attacco dall’estero in odio a questa formazione dell’Europa unita”.

“ Forse prima di citare, per molti aspetti impropriamente rispetto al momento storico ed alle condizioni politiche e personali degli estensori  – ha sottolineato Fabio DESIDERI, Segretario Politico di PENSIERO POPOLARE ITALIANO –  il testo del Manifesto di Ventotene, scritto da Altiero SPINELLI ed Ernesto ROSSI, con la prefazione di Eugenio COLORNI, la Premier MELONI, e la maggioranza, avrebbero dovuto ricordarsi  e riflettere sull’insegnamento di Alcide DE GASPERI, ancora oggi estremamente attuale.

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