Cronaca

Disastro della funivia, c’è la prima svolta nelle indagini. Fermate tre persone. L’impianto aveva i freni manomessi

(Red)Immediata svolta nelle indagini per il distaro del Monte Mottarone. L’impianto di discesa e risalita verso Stresa aveva i fremi manomessi e dunque, in caso di avaria non avrebbe, come poi purtroppo è accaduto, arrestarsi immediatamente. I fermati sono Luigi Nerini, proprietario della società che gestisce l’impianto, la Ferrovie Mottarone srl, il direttore e il capo operativo del servizio. “C’è un quadro fortemente indiziario” ha detto il procuratore Olimpia Bossi. Secondo la ricostruzione che ha poi portato al fermo dei tre indagati la cabina aveva l’impianto frenante manomesso, e quello che è ancr più grave è il fatto che c’era la consapevolezza da parte dei gestori dell’impianto. La cabinovia, infatti aveva già avuto dei problemi, delle ‘anomalie’ che non erano state risolte. Questo era avvenuto a cica 30 giorni dalla tragedia e malgrado il malfunzionamento l’impianto era stato rimesso in funzione.
Gli interventi del 3 maggio, di cui abbiamo parlato anche nei giorni scorsi, secondo i pm non sarebbero stati risolutivi e avrebbero portato i gestori a “pensare di rimediare” con l’inserimento del fermo delle ganasce dei freni, che dovrebbero bloccare il cavo portante in caso di rottura del cavo trainane, nel tentativo di evitare la chiusura dell’impianto. Tutto questo avrebbe determinato lo strappo della fune ed il conseguente disastro con la cabina che ad una velocità di circa 100 chilometri orari prima scivola verso Stresa e poi si schianta contro un pilone fnendo la sua corsa a terra.

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