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Distruggere Gaza ed eliminare Hamas potrebbe essere per Israele una vittoria di Pirro

 

Oltre cinquant’anni fa, l’aeronautica americana eseguì l’“Operazione Menu”seguita dall’“Operazione Freedom Deal” per sradicare i Vietcong  dalla Cambogia. L’operazione si concentrò  sul bombardamento a tappeto di vaste aree per distruggere il sentiero di Ho Chi Minh, un’enorme rete di sentieri e tunnel utilizzati dai vietnamiti del Nord attraverso la giungla che collegava il Vietnam del Nord al Vietnam del Sud, attraverso la Cambogia e il Laos.

Il bombardamento della Cambogia era già iniziato nel 1965 sotto l’amministrazione Johnson; Nixonproseguì si è semplicemente quanto iniziato.  Tra il 1965 e il 1973 furono sganciate nel paese 2,7 milioni di tonnellate di bombe. In confronto, gli Alleati sganciarono circa 2 milioni di tonnellate di bombe durante tutta la Seconda Guerra Mondiale.

Pertanto, la Cambogia potrebbe essere il paese più pesantemente bombardato della storia. In termini di chilometri quadrati e valore termico,ma potrebbe aver già perso quel tragico record a favore di Gaza.

Il 25° giorno di guerra, il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallantsi vantò che più di 10.000 bombe e missili erano stati sganciati solo sulla città di Gaza. Secondo l’Euro-Med Human Rights Monitor con sede a Ginevra, gli esplosivi utilizzati nell’exclave il 2 novembre potrebbero essere due volte più potenti di una bomba nucleare, superando così l’equivalente TNT di Little Boy, la bomba atomica da 15 kilotoni sganciata su Hiroshima il 6 agosto 1945.

Il 5 novembre, un ministro del governo israeliano, Amichai Eliyahu,suggerì che l’uso di armi nucleari su Gaza era un’opzione. Mentre veniva “sospeso” dal governo, era la prima volta che un funzionario israeliano in carica confermava pubblicamente il segreto di Pulcinella, ovvero quello dell’arsenale nucleare israeliano.

La prima evidente differenza tra il bombardamento della Cambogia e il bombardamento di Gaza è che il primo è stato tenuto segreto al Congresso degli Stati Uniti, al popolo americano e al mondo, ma  non così segreto per i cambogiani. L’incessante bombardamento di Gazaè invece un vanto di fronte al mondo da parte dei leader israeliani e riceve aperto incoraggiamento e sostegno materiale dagli Stati Uniti e da altre potenze occidentali.

La seconda differenza è che mentre i civili cambogiani potevano cercare di scappare dal terrificante rombo dei B-52 in arrivo, i palestinesi a Gaza, in maggioranza rifugiati o discendenti dei rifugiati stessi, non hanno nessun posto dove fuggire.

Stranamente, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha messo in dubbio l’accuratezza del bilancio delle vittime rilasciato dal Ministero della Sanità palestinese, dando credito solo alle affermazioni di Israele, ma lo stesso staff del Presidente ritiene che i numeri potrebbero essere più alti, come ha recentemente affermato Barbara Leaf, vicesegretario di Stato per gli affari del Vicino Oriente.

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha anche fatto sua  la narrativa israeliana secondo cui i “terroristi”di Hamas usano scuole, ospedali, moschee, chiese e uffici delle Nazioni Unite come posti di comando e controllo, depositi di munizioni e armi, il che li rende obiettivi militari legittimi.

 

Il diritto internazionale umanitario, tuttavia, suggerisce il contrario, poiché anche se le affermazioni israeliane non provate fossero fondate, il principio di proporzionalità proibisce attacchi contro obiettivi militari quando “si prevede che causino perdite accidentali di vite civili, lesioni a civili, danni a beni civili o una loro combinazione, che sarebbe eccessiva rispetto al vantaggio militare concreto e diretto previsto”.

 

Israele avrebbe difficoltà a sostenere la propria causa quando oltre 11.000 civili palestinesi sono stati uccisi, tra cui più di 4.500 bambini e neonati, con altre centinaia che si decompongono sotto le mcerie.

 

Il governo e i militari israeliani hanno ripetutamente dichiarato che “non ci sono innocenti” a Gaza. Davanti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, Israele ha addirittura accusato gli autisti delle ambulanze, il personale medico e gli operatori umanitari delle Nazioni Unite di essere membri di Hamas, cercando di giustificare la morte di oltre 100 operatori e il diretto attacco agli ospedali di Gaza.

 

Se l’Egitto, la Giordania, gli Emirati Arabi Uniti, il Marocco o la Turchia – per non parlare delle potenze occidentali, della Cina o dell’India – continuano a mantenere relazioni diplomatiche ed economiche con Israele, di fatto viene delegittimata la causa dei palestinesi e tanto meno potranno cessare i bombardamenti sull’exclave di Gaza.

 

Il segretario generale della Lega araba, Ahmed Aboul Gheit, la accusa Israele  di perpetuare un “genocidio” e i leader arabi fanno dichiarazioni frettolose, mentre non hanno intrapreso alcuna azione decisiva al vertice arabo-islamico.

 

Chiedere un “cessate il fuoco umanitario”come ha fatto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres,è necessario ma inadeguato. Dopo 40 giorni di incessanti bombardamenti e nonostante l’irruzione dell’esercito israeliano negli ospedali, per “sradicare Hamas”, ci sono poche prove che l’obiettivo sia a portata di mano.

 

Innanzitutto, Hamas non è presente solo a Gaza ma anche nella Cisgiordania occupata e altrove. E anche se, in teoria, Israele dovesse effettivamente porre fine ad Hamas a Gaza, proprio come aveva cercato di fare una volta con l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina di Yasser Arafat, cosa accadrebbe dopo?

 

Lo stesso primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non lo sa e prospetta una guerra “lunga e difficile”  a meno che e fino a quando la posizione dell’Occidente e dei paesi arabi non cambi.

 

Se Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iran, Qatar, Azerbaigiane altri grandi esportatori di petrolio e gas naturale non utilizzeranno la loro influenza economica su Tel Aviv, Gaza verrà praticamente distrutta, mentre i coloni, in parte responsabili con le loro occupazione dei crimini di Hamas,  già pensano di mettere piede nei territori della Striscia.

 

Tornando alla Cambogia Biden, Blinken e Netanyahu dovrebbero ricordare che nonostante i devastanti bombardamenti a tappeto in Cambogia presero il potere i famigerati Khmer rossifacendo cadere quelle terre devastate dalla padella alla brace.

 

Quindi l’ipotizzato annientamento di Hamas non è una questione così di poco conto perché i  bombardamenti per “farli a pezzi” seminano morte, crateri e macerie visibili per anni, producendo solo  odio e miseria, ma nessuna vittoria militare decisiva.

 

GiElle

aggiornamento la crisi mediorientale ore14.13

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