di Fabio Desideri (*)
La politica milanese, che poi è parte della classe dirigente nazionale, è in grande difficoltà sul tema dell’Urbanistica, come le cronache di questi giorni ci fanno capire originandoci molti dubbi.
Molti stanno attuando “manovre di distrazione di massa” con l’obiettivo di togliere attenzione sugli interventi edilizi fatti, nonché in quelli in corso di realizzazione nel capoluogo lombardo.
Proviamo a riportare il ragionamento nel solco del tema principale: gli interventi realizzati, nel tessuto urbano milanese, sottoposti ad iniziative giudiziarie ampiamente note, potevano essere eseguiti utilizzando le procedure urbanistiche poste in essere?
Più specificatamente, era la SCIA lo strumento da utilizzare, o si doveva ricorrere alla presentazione di un PERMESSO DI COSTRUIRE, l’iter burocratico del quale è sicuramente sottoposto a maggiori verifiche ed adempimenti a garanzia della “cosa pubblica”, se non addirittura – in molti casi —ricorrere alle varianti al PGT?
La vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia compete al Sindaco, come le norme vigenti stabiliscono, e per i vincoli di livello sovra territoriale alle istituzioni competenti (le quali in alcuni casi stando alle cronache ritengono che “le inchieste in atto siano fondate su teoremi”).
Possono chiarire costoro in cosa si è sostanziata, nei fatti, l’attività di controllo, che gli appartiene per legge, nei casi sottoposti a provvedimenti giudiziari?
Il sindaco SALA sicuramente ha frequentato MILANO in questi anni, esattamente nei periodi in cui venivano edificati nei luoghi i manufatti oggetto di indagini da parte delle istituzioni competenti; quando si imbatteva nei cantieri di questi grandi interventi, il primo cittadino meneghino, esercitava il controllo dovuto sui fascicoli urbanistici relativi a questi interventi? Se lo ha fatto, le relazioni degli uffici competenti, nonché degli esperti di Sua fiducia, cosa gli hanno evidenziato sull’argomento? Quali sono state le Sue determinazioni di merito? Questi sono gli atti – che se esistessero – avremmo piacere di conoscere.
Del resto il primo tentativo di “buttarla in caciara” (a dimostrazione che anche la politica meneghina si è molto romanizzata) fu fatto dalla politica milanese “in modo bipartisan” con il testo noto alle cronache come “Decreto salva Milano”, inizialmente sostenuto da moltissimi settori della politica nazionale, portato alla prima lettura delle aule parlamentari, e poi frettolosamente abbandonato, disconoscendone tutti (tranne forse i firmatari) la paternità politica, ai primi provvedimenti dell’inchiesta in atto.
Probabilmente qualcuno politicamente più avveduto aveva preso consapevolezza che il testo predisposto non poteva essere la soluzione tecnica idonea – normativamente parlando – per il “guazzabuglio urbanistico” realizzato nel capoluogo lombardo.
Resta poi un’altra valutazione che è squisitamente politica, la sinistra che governa MILANO, nella sua azione politica e amministrativa, strumentalizzando l’esigenza dell’economia milanese di essere competitiva a livello europeo e mondiale, ha iniziato a “stringere l’occhiolino” a grandi investitori, i quali hanno immaginato e definito interventi per livelli sociali moto abbienti ( non proprio l’elettorato di sinistra) che hanno fatto da leva, o moltiplicatore, all’aumento dei costi dell’abitare in città; cosa questa che chiaramente non poteva essere sostenuta dalle famiglie medie milanesi, le quali si sono viste costrette a spostarsi verso aree periferiche, o nella cinta dei comuni dell’hinterland milanese, creando una pressione sociale su tali ambiti urbani.
Insomma la sinistra al governo del capoluogo lombardo ha disatteso le aspettative del suo elettorato e cercando di “camuffare” con il termine rigenerazione urbana ha sfruttato al massimo le volumetrie possibili, che è ben altra cosa della tutela dell’ambiente cara alla SCHLEIN segretaria del PD.
Ora che tutto questo inizia ad essere compreso dai cittadini, il refrain della sinistra, nonché stranamente di alcuni settori del centro-destra, è: ”…Sala ha governato bene…” peccato che alcune istituzioni e molti cittadini non sono del tutto convinti.
(*) Segretario Nazionale Pensiero Popolare Italiano
