Esteri

Donald Trump rassicura gli americani: “L’Iran continuerà a subire una serie di raid nel breve periodo”

di Andrea Maldi

“Gli Stati Uniti finiranno presto il lavoro in Iran, dato che gli obiettivi strategici fondamentali sono prossimi al completamento. L’Iran continuerà a subire una serie di attacchi in tempi brevi. Li colpiremo con estrema durezza nelle prossime due o tre settimane, se abbiamo un accordo o no è irrilevante li riporteremo comunque all’età della pietra a cui appartengono. Nelle ultime quattro settimane, le nostre forze armate hanno riportato vittorie rapide, decisive e schiaccianti sul campo di battaglia, l’azione militare degli Stati Uniti è stata così potente e brillante che uno dei Paesi più potenti non è più una minaccia… Non importiamo petrolio tramite lo Stretto di Hormuz, non ne abbiamo bisogno. I paesi che lo ricevono da Hormuz vadano allo Stretto e se lo prendano”, ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump nel suo primo messaggio alla Nazione dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, scatenato lo scorso 28 febbraio.

I 20 minuti di speech del Tycoon non sono sembrati però capaci di influenzare positivamente il sentiment dell’opinione pubblica americana – anzi hanno fatto aumentare ulteriormente il prezzo del petrolio più del 4% e diminuire i titoli asiatici –, oltre il 60% (sondaggio Reuters/Ipsos) ritiene che l’azione militare statunitense in Iran sia stata esagerata, con il conseguente aumento esponenziale dei prezzi della benzina e del gasolio. In un discorso fiume dove the Donald ha detto tutto e il contrario di tutto, non facendo alcun riferimento alle trattative con l’Iran, al termine ultimo del 6 aprile entro cui lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto altrimenti gli Stati Uniti applicheranno pesanti rappresaglie; non citando l’eventualità di inviare corpi armati di terra e neanche menzionando la Nato, tanto criticata per non aver collaborato alla sicurezza del cruciale Stretto di Hormuz, saldamente sotto il controllo delle guardie rivoluzionarie iraniane con la conseguente impennata del prezzo del greggio.

 

Intanto l’Iran nella sera di mercoledì (inizio Pasqua ebraica) ha lanciato un altro raid di missili e droni contro Israele, colpendo Tel Aviv ed Eilat, e le basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait. I servizi di emergenza e soccorso israeliani hanno diramato un comunicato di un bombardamento missilistico che ha causato 14 feriti.

Contemporaneamente i Pasdaran hanno rivendicato un attacco alla nave cisterna “Aqua 1”, a loro detta israeliana (esistono versioni contrastanti sull’effettiva proprietà), al largo del Qatar. L’imbarcazione si trovava a circa 31 chilometri a nord del polo industriale di Ras Laffan al momento dell’impatto. Evacuati in sicurezza i 21 membri dell’equipaggio.

“Una petroliera appartenente al regime sionista illegittimo e assassino di bambini, con il nome commerciale ‘Aqua 1’, nella regione centrale del Golfo Persico, è stata colpita con precisione durante la valorosa battaglia missilistica delle forze navali delle Guardie Rivoluzionarie e sta bruciando”, hanno annunciato i pasdaran in un flash diffuso dal servizio pubblico radiotelevisivo iraniano (IRIB).

 

Nella giornata di ieri un missile non identificato ha colpito la base italiana Unifil di Shama in Libano, senza causare vittime. La situazione è monitorata dal ministro della difesa Guido Crosetto. Mentre un blitz israelo-americano ha centrato il ponte B1 nella città di Karaj, ad ovest di Teheran. Il ponte, recentemente inaugurato, era il più alto del Medio Oriente e collegava Karaj alla capitale iraniana. Nell’attacco sono rimaste uccise 2 persone e diversi feriti. Anche altre città iraniane sono state nel mirino di Stati Uniti e Israele. Nel frattempo l’Iran ha attaccato un Amazon Web Services nel Bahrein, rivendicato pubblicamente dai Pasdaran.

Secondo l’agenzia di stampa statale iraniana IRNA, Iran e Oman stanno lavorando ad un protocollo per monitorare il traffico navale nello Stretto di Hormuz, il Vice Ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che “dovrebbe essere supervisionato e coordinato dai due Paesi e questi nuovi requisiti non comporteranno restrizioni. Serviranno a garantire un passaggio sicuro oltre a fornire servizi migliori alle navi. Teheran introdurrà una tassa sul transito”.

Related posts

  Erdogan vince e lancia il secolo della Turchia

Redazione Ore 12

Groenlandia, von der Leyen: “Serve cooperazione e non scontro”

Redazione Ore 12

Iran: Ue su minacce Usa a Spagna, pronti a tutelare nostri interessi

Redazione Ore 12