Esteri

Iran: Ue su minacce Usa a Spagna, pronti a tutelare nostri interessi

“La Commissione garantirà la piena tutela degli interessi dell’Unione Europea. Siamo pienamente solidali con tutti gli Stati membri e tutti i suoi cittadini e, attraverso la nostra politica commerciale comune, siamo pronti ad agire, se necessario, per salvaguardare gli interessi dell’Ue. Continueremo a sostenere relazioni commerciali transatlantiche stabili, prevedibili e reciprocamente vantaggiose, a vantaggio di tutti”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea per il commercio, Olof Gill, commentando le minacce commerciali di Donald Trump alla Spagna per il mancato sostegno all’operazione in Iran.

 

“Gli scambi commerciali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti sono profondamente integrati e reciprocamente vantaggiosi. Salvaguardare queste relazioni, soprattutto in un momento di crisi globale, è più importante che mai ed è chiaramente nell’interesse di entrambe le parti. L’Ue e gli Stati Uniti hanno concluso un importante accordo commerciale lo scorso anno. La Commissione europea si aspetta che gli Stati Uniti rispettino pienamente gli impegni assunti nella nostra dichiarazione congiunta”, aggiunge.

 

Iran, Sanchez: “No alla guerra, non ripetere errori Iraq. Usa e Israele si fermino prima che sia troppo tardi”  

 

 

 

Stati Uniti, Iran e Israele “si fermino prima che sia troppo tardi”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa. “Il futuro non è scritto” e “la spirale di violenza che molti danno già per scontata è assolutamente evitabile e l’umanità può ancora lasciarsi alle spalle l’integralismo degli Ayatollah e anche la miseria della guerra”, ha aggiunto, affermando che in questa richiesta il governo spagnolo non è solo. “Il governo sta con chi deve stare, con i valori che i nostri padri e i nostri nonni hanno fissato nella nostra Costituzione”, “con i principi fondanti dell’Unione Europea, con la Carta delle Nazioni Unite, con il diritto internazionale e quindi con la pace e la convivenza pacifica tra i paesi e la loro coesistenza”, ha affermato il leader socialista. Sanchez ha rimarcato che “non si può rispondere a un’illegalità con un’altra illegalità, perché è così che iniziano i grandi disastri dell’umanità”. A questo proposito ha ricordato che quando nel 1914 “qualcuno chiese all’allora cancelliere tedesco come fosse iniziata la Prima Guerra Mondiale, lui rispose scrollando le spalle e dicendo testualmente: ‘Magari lo sapessi'”. “Molto spesso le grandi guerre scoppiano per una concatenazione di risposte che sfuggono di mano a causa di errori di calcolo, guasti tecnici, eventi imprevisti. Dobbiamo quindi imparare dalla storia e non possiamo giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone”, ha detto il leader socialista.

“La posizione del governo spagnolo si riassume in quattro parole: no alla guerra”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa, invitando a “non ripetere gli errori del passato”. “Il mondo, l’Europa e la Spagna ci sono già passati 23 anni fa, quando un’altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente, una guerra che in teoria, secondo quanto affermato allora, era volta a eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, portare la democrazia e garantire la sicurezza globale, ma che in realtà ha prodotto l’effetto contrario, scatenando la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia subito dalla caduta del muro di Berlino”, ha affermato il leader spagnolo, sottolineando che la guerra in Iraq “ha generato un drastico aumento del terrorismo jihadista, una grave crisi migratoria nel Mediterraneo orientale e un aumento generalizzato dei prezzi dell’energia e del costo della vita”. Iran: Sanchez rifiuta ‘obbedienza cieca e servile’

“Noi ripudiamo il regime iraniano che reprime e uccide i propri cittadini, in particolare le donne, ma allo stesso tempo rifiutiamo questo conflitto e chiediamo una soluzione diplomatica e politica. Alcuni ci accuseranno di essere ingenui per questo, ma ingenuo è pensare che la soluzione sia la violenza, ingenuo è credere che le democrazie o il rispetto tra le nazioni nascano dalle rovine o pensare che un’obbedienza cieca e servile significhi leadership”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa, parlando della guerra in Iran, dopo che ieri il presidente Usa Donald Trump ha definito la Spagna un alleato “terribile” e ha minacciato di tagliare i rapporti commerciali.

Red

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