Esteri

Nato, con Trump il futuro è fatto di incertezze

Il futuro della Nato, almeno così come la vediamo oggi è, sentite le parole del Presidente pro-tempore degli Stati Uniti, Trump fatto di incertezza ed instabilità, a tutto vantaggio di chi vede l’Alleanza come il fumo negli occhi. Ecco alcune delle prese di posizione che in queste ore si sono succedute dopo il discorso alla Nazione del Presidente Usa. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha espresso preoccupazione per le recenti dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump, su un possibile ritiro degli Stati Uniti dalla Nato. “Naturalmente queste affermazioni mi preoccupano”, ha dichiarato Wadephul in un’intervista ai quotidiani del gruppo Funke. “La Nato è di fondamentale importanza per la sicurezza della Germania e di tutti i Paesi alleati”. In un contesto globale sempre più instabile, ha aggiunto, l’Alleanza deve restare unita. Allo stesso tempo, il ministro ha respinto le critiche di Trump, difendendo la solidità dell’organizzazione: “Siamo più forti che mai. Non dovremmo mettere in discussione i nostri risultati, ma costruire su di essi”. Wadephul ha ribadito che la Nato resta “l’alleanza difensiva di maggior successo al mondo”. Le tensioni sono aumentate dopo che il quotidiano britannico The Telegraph ha pubblicato un’intervista in cui Trump ha definito la Nato un “tigre di carta”. Lo stesso Trump, insieme al segretario di Stato Marco Rubio, ha inoltre annunciato che Washington potrebbe riconsiderare la propria adesione all’Alleanza al termine del conflitto con l’Iran. Da registrare poi l’altra presa di posizone di chi, invece, dal fallimento dell’Alleanza dovrebbe trarne vantaggio: la Russia. Naturalmente, né Trump né l’America lasceranno la Nato. Non c’è motivo di farlo e il Congresso non lo permetterà. La retorica di Trump è pura provocazione”. Lo ha scritto in un messaggio su Telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev. “anche se sono possibili azioni simboliche come la riduzione delle dimensioni del contingente americano o il rifiuto di fornire qualcosa, non è questo l’aspetto rilevante qui”, ha aggiunto.

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