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Dopo gli attacchi Houti numerose navi abbandonano la rotta di Suez

 

La più grande compagnia di navigazione al mondo, la MSC (Mediterranean Shopping Company), modificherà le rotte marittime a causa dell’aumento del numero degli attacchi alle sue navi cargo, stessa decisone della società francese CMA CGM, del gigante danese Maersk e della società tedesca di trasporti  Hapag-Lloyd.

 

Lo Yemen, l’estremità meridionale della Penisola Arabica, è teatro di un violento conflitto civile ormai dal settembre 2014 e la capitale Sana’a è stata occupata dai miliziani Houthi sostenuti dall’Iran, attaccandonegli ultimi anni, attaccato le navi israeliane che transitavano nei pressi del Golfo di Aden con droni e di razzi. Israele considera gli Houthi una sorta di unità missilistica al servizio di Teheran.

Lo scorso venerdì la nave-container MSC PALATIUM III è stata attaccata da droni mentre si apprestava ad entrare nel Mar Rosso dallo stretto di Bab al-Mandab che congiunge quel marecon il Golfo di Aden, che separa l’Africa dalla Penisola Arabica.

Gli attacchi a MSC e agli altri colossi, che rappresentano quattro delle cinque compagnie marittime più grandi al mondo, non hanno causato feriti ma alcuni danni incrementando l’insicurezza e i pericoli nella navigazione con il conseguente aumento esponenziale dei costi delle polizze assicurative,.

Passando per lo stretto di Bab al-Mandab, le navi cargo che attraversano il Mar Rosso, raggiungono il Canale di Suez e in 13 ore arrivano al Mediterraneo, un traffico che rappresenta il 12% del commercio mondiale. L’unico percorso alternativo prevede la circumnavigazione del continente africano, allungando il viaggio di circa 10 giorni, con un aumento dei costi del 30%.

Israele conduce via mare il 98% circa del suo commercio e negli ultimi decenni l’importanza del Mar Rosso per Tel Aviv è cresciuta anche perché vi transita un quarto del suo commercio estero con l’Asia.

In ottobre, le importazioni israeliane di merci, esclusi i diamanti, ammontavano a 17,5 miliardi di Shekel (NIS) oltre 4 miliardi di euro, il 49% delle importazioni proveniva da paesi europei e il 25% proveniva da paesi asiatici.

Le importazioni dall’Estremo Oriente, principalmente dalla Cina, includono macchinari per infrastrutture e progetti di costruzione, prodotti di consumo e merci, nonché prodotti elettronici e negli ultimi anni veicoli di fabbricazione cinese.

Il 16 dicembre, i portavoce del governo di Tel Aviv hanno dichiarato che una nuova nave da guerra stava raggiungendo il Mar Rosso mentre  Nethanyahu ha richiesto una “coalizione internazionale” contro gli Houthi, proposta rilanciata dagli Stati Uniti, che però intendono allargare il più possibile il coinvolgimento di attori internazionali.

Sin qui i possibili sviluppi militari, ma si va aprendo un’altra crisi del Canale di Suez con costi enormi sopratutto per L’Europa.

Balthazar

aggiornamento crisi mediorientale ore 12.07

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