Esteri

Dopo Maduro, Cuba sarà la prossima vittima della dottrina Donroe?

Di Balthazar

La Cattura di Nicolas Maduro  segna un impatto immediato e drammatico su Cuba che  ha una presenza capillare in Venezuela con la presenza di personale militare e dell’intelligence cubano che  ha anche addestrato l’esercito venezuelano.

Esperti ed ex funzionari venezuelani stimano che ci siano tra 5.000 e 15.000 cubani dedicati specificamente a compiti di intelligence, controspionaggio e sicurezza. E pare che la ”democratica” opposizione venezuelana si stia già mobilitando per individuarli, anche se sono ben noti alla CIA.

I cubani in Venezuela forniscono assistenza medica e il personale medico sarebbe considerato un rimborso per la fornitura di petrolio venezuelano a Cuba dipende principalmente dal petrolio venezuelano mentre sta attraversando gravi interruzioni di corrente e disagi fra la popolazione.

Cuba necessita di circa 110.000-120.000 barili al giorno (bpd) per soddisfare i suoi bisogni primari, ma attualmente è ben al di sotto di questo obiettivo. Le forniture di petrolio a Cuba hanno subito forti oscillazioni, pur mantenendo una tendenza al ribasso, attestandosi in media a 27.400 bpd nei primi dieci mesi dell’anno. Ora si stanno avvicinando allo zero dal Venezuela, che era il principale fornitore.

Il Messico è emerso come una fonte secondaria  nel 2023 e nel 2024, sebbene il suo supporto sia stato incoerente a causa delle difficoltà nella produzione petrolifera nazionale. Nel 2024 il Messico ha fornito circa 20.000 barili al giorno . In un massiccio sforzo di “solidarietà”.

Inoltre  ha inviato oltre 3 miliardi di dollari in carburante sovvenzionato tra maggio e agosto 2025 (raggiungendo brevemente picchi di oltre 300.000 barili al giorno in un solo mese). Tuttavia, alla fine del 2025, queste spedizioni regolari sono diminuite del 73%, poiché il Messico si è concentrato sulla propria carenza di carburante. Nel dicembre 2025, il Messico ha inviato spedizioni di emergenza per un totale di 80.000 barili per aiutare Cuba a gestire un collasso della rete durante le festività natalizie.

Non è chiaro se il Messico interverrà di nuovo, poiché gli Stati Uniti potrebbero estendere il loro embargo anche al petrolio messicano destinato a Cuba, ma il greggio messicano ha attualmente un prezzo medio di 54,90 dollari al barile, il che significa che il Messico stava finanziando l’economia cubana, ma non ha la capacità o il budget necessari per finanziare le forniture di petrolio a Cuba.

Poiché Cuba ha poca liquidità, non può acquistare petrolio sul mercato spot da altre fonti. La Russia ne fornisce pochissimo ed è improbabile che intervenga, viste le attuali sfide che la Russia deve affrontare a causa degli embarghi occidentali.

Cuba ne produce una certa quantità a livello nazionale, ma si tratta di un petrolio molto pesante, non adatto ai suoi impianti di lavorazione.

Dal punto di vista militare  Stati Uniti avrebbero colpito alcune  difese aeree venezuelane nella notte tra il 2 e il 3 gennaio e fonti russe affermano  che le difese aeree venezuelane non sono state utilizzate correttamente mancando i pezzi di ricambio e manutenzione.

Se questo valeva per il Venezuela, probabilmente lo stesso vale per Cuba che comunque dispone di forze aeree, navali e missilistiche  quasi inesistenti e punta  sulla diffusa resistenza popolare nel caso di una invasione i terra che Trump ha comunque già escluso in attesa che il regime cada anche in tempi brevi..

Attualmente  leadership cubana sta mobilitando  il popolo con numerose manifestazioni che, sia pure  pilotate dal governo, vedono una notevole partecipazione documentata dalle foto pubblicate dalle agenzie internazionali. .

All’inizio del nuovo anno il presidente Miguel Díaz-Canel ha chiesto che il popolo sia “più unito che mai” al fianco del governo anche se negli ultimi due mesi si sono verificate estreme carenze di quasi tutti i beni di prima necessità, mentre un’epidemia di malattie trasmesse dalle zanzare ha esacerbato la situazione con frequenti proteste popolari.

Non è comunque chiaro a quale alternativa di potere stia pensando l’amministrazione di Washington per l’Isola dove non esiste una opposizione riconosciuta e attiva.

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